Incidente sulla Triestina, muore Lindita Ajazi: la figlia di 12 anni è grave. Le amiche: «Aveva sconfitto due tumori, il suo sogno era una bambina»
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Redazione Interno
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Il sorriso di Lindita Ajazi, per chi la conosceva, era quello di chi ce l’aveva fatta. Di chi, dopo aver lottato per anni contro due tumori e aver visto allontanarsi la possibilità più naturale del mondo, quella di diventare madre, quel sogno l’aveva comunque realizzato. La bambina tanto desiderata, una ragazzina di appena 12 anni, c’era eccome, e ieri viaggiava accanto a lei, in una mattina di sole che doveva essere l’inizio di una vacanza tanto attesa. Invece, sulla statale 14 Triestina, all’altezza del casinò di Ca’ Noghera, la vita di questa famiglia si è fermata per sempre. La loro auto, una piccola rossa, è stata centrata in uno scontro violentissimo con una Mercedes Glc, un impatto che non ha lasciato scampo alla donna di 55 anni, morta praticamente sul colpo nonostante l’intervento dei soccorritori e l’arrivo dell’elicottero del 118.
Il drammatico schianto e i soccorsi immediati
Erano da poco passate le undici di sabato 14 febbraio quando il tratto di strada antistante il casinò è diventato teatro di una carambola terribile. Allo scontro frontale tra il Suv e la Mini rossa su cui viaggiava la famiglia di Lindita Ajazi, si è aggiunto un terzo veicolo, un furgone, rimasto coinvolto nella collana di lamiere. L’urto è stato tale da costringere i vigili del fuoco a lavorare per oltre due ore e mezza per estrarre dalle lamiere tre dei feriti, tra cui la piccola di 12 anni. Per la madre, invece, non c’era già più nulla da fare. La bambina, in condizioni disperate, è stata subito elitrasportata all’ospedale di Padova, dove ora si trova ricoverata in terapia intensiva con politraumi diffusi. Meno gravi, ma comunque serie, le condizioni degli occupanti dell’altro veicolo, due uomini trasportati all’ospedale Dell’Angelo di Mestre, mentre lievi sarebbero le ferite riportate dal padre della ragazzina, che viaggiava con loro, e dall’autista del furgone rimasto coinvolto.
La lotta per la vita e la felicità di una famiglia ritrovata
A rendere la vicenda ancora più straziante è la storia personale di Lindita Ajazi, una donna che le amiche descrivono come una combattente. Negli anni, aveva affrontato e sconfitto due diverse neoplasie, battaglie che però avevano lasciato il segno anche sul suo desiderio più profondo, quello di avere una figlia. «Didi – la chiamavano così – aveva sognato per tutta la vita di avere una bambina», raccontano. E quel sogno, nonostante le difficoltà e un periodo buio legato all’infertilità, alla fine si era avverato. La sua gioia, in questi ultimi giorni, era incontenibile: da una settimana non faceva che ripetere che finalmente, da domenica, sarebbe stata in ferie. «Era felicissima – ricordano le amiche – sarebbe andata a sciare con il compagno e la figlia, non aspettava altro». Un’attesa che si è infranta sull’asfalto della Triestina, a poche ore dalla partenza.
I rilievi per chiarire la dinamica di un impatto devastante
Sul luogo della tragedia, gli agenti della polizia locale di Venezia hanno lavorato fino al pomeriggio per eseguire i rilievi del caso, cercando di ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto. La statale 14, in entrambe le direzioni tra il chilometro 10,5 e il 12, è rimasta chiusa per diverse ore, causando pesanti disagi al traffico nella zona di Tessera e Ca’ Noghera, con il personale Anas intervenuto per deviare i veicoli sulla viabilità secondaria. L’ipotesi al vaglio degli inquirenti resta quella di un frontale tra i due mezzi, forse in corrispondenza dell’incrocio con via Paliaga, ma solo gli accertamenti tecnici potranno stabilire le responsabilità e la precisa sequenza degli eventi che hanno portato alla morte di Lindita Ajazi e al ricovero in condizioni gravissime di sua figlia, una ragazzina di 12 anni che ora lotta tra la vita e la morte in un letto d’ospedale, privata all’improvviso dell’abbraccio di quella madre che aveva tanto lottato per averla.




