I carabinieri di Caivano smantellano una piazza di spaccio, sequestrato oltre un chilo di cocaina
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’attività dei carabinieri della Compagnia di Caivano, che non ha mai conosciuto soste, si è recentemente concentrata su un’operazione di grande rilievo nel rione Parco Verde e nella zona colloquialmente nota come “Bronx”, dove l’attenzione delle forze dell’ordine rimane costantemente alta. Ogni tentativo, per quanto flebile, di ripristinare le attività illecite viene stroncato sul nascere, come dimostra il recente blitz che ha portato allo smantellamento di una piazza di spaccio particolarmente attiva. I militari, nel corso dell’azione, hanno sequestrato una quantità ingente di stupefacenti, superiore al chilo, che i trafficanti, in un vano tentativo di sottrarla ai controlli, avevano occultato servendosi di dispositivi elettronici appositamente modificati.
L'evoluzione delle indagini e i metodi di occultamento
Le investigative, condotte con meticolosità, hanno permesso di individuare le sofisticate tecniche adoperate dalla criminalità organizzata per celare la merce, la quale, nonostante gli sforzi profusi per renderla introvabile, è stata infine scoperta e posta sotto sequestro. L’utilizzo di tali congegni, del resto, rappresenta ormai una prassi consolidata in ambienti dove il controllo del territorio è fondamentale per gli affari illeciti, sebbene l’Arma, con un’azione capillare e continua, riesca spesso a prevenirne l’efficacia. La cocaina, che era destinata a essere immessa nel mercato locale con conseguenze sociali facilmente immaginabili, è stata così sottratta a un circuito che prospera sullo sfruttamento e sulla dipendenza.
Lo scenario internazionale: dalle polemiche di Musk alle tensioni in Francia
In uno scenario completamente differente, ma ugualmente carico di tensioni, Elon Musk ha dichiarato una sua personale guerra a Netflix, motivandola con la necessità di difendere quelli che lui definisce principi di libertà. La decisione del presidente degli Stati Uniti sarebbe scaturita, a quanto riferito, dalla visione su quella piattaforma di un cartone animato per bambini che, a suo dire, propaganderebbe ideologie legate al gender. Accanto a questa presa di posizione, che ha inevitabilmente sollevato un dibattito sull’ambiguità dell’uso politico di certe piattaforme, si osserva un altro fenomeno il cui significato e la cui pratica stanno conoscendo una rinnovata centralità grazie alle dinamiche dei social network: il boicottaggio, divenuto strumento di pressione di massa. Oltreoceano, intanto, la Francia vive una fase di profonda instabilità politica; un sondaggio recente, condotto per un noto quotidiano, rivela che ben due francesi su tre ritengono che Emmanuel Macron debba lasciare la presidenza. Il primo ministro, che si era dimesso all’inizio della settimana, sta tentando trattative che appaiono disperate per trovare una quadra, mentre il capo dell’Eliseo subisce critiche aspre persino da due suoi ex premier.
Le indagini parallele: il caso di Garlasco e le relazioni nella magistratura
Tornando in Italia, e più precisamente a Garlasco, un’inchiesta giudiziaria ha portato alla luce particolari inquietanti su un maresciallo dei carabinieri condannato, il quale, secondo le ricostruzioni, si incontrava con una magistrato in un motel. Il militare, un maresciallo, avrebbe utilizzato per ben trentaquattro volte le camere di un albergo a ore, usufruendo tra l’altro di un prezzo di favore. Parallelamente, si è appreso che un ex aggiunto, coinvolto nella stessa indagine che riguarda una “squadretta” di militari a Pavia, ha acquistato per una cifra pari a ventimila euro un’Audi Q5 che era stata noleggiata per circa due anni dalla Procura, un fatto che solleva interrogativi sugli intrecci e le frequentazioni tra gli organi inquirenti e gli ufficiali di polizia giudiziaria.




