Stellantis sotto pressione: Morgan Stanley taglia rating e target price a 4,50 euro
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Redazione Economia
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Le azioni Stellantis tornano sotto pressione a Piazza Affari dopo che Morgan Stanley ha rivisto al ribasso il proprio giudizio sul colosso italo-francese dell'automotive, passando da Equal Weight a Underweight. La banca d'affari americana ha contestualmente tagliato il prezzo obiettivo a 4,50 euro per azione dai precedenti 5,70 euro, una decisione che ha spinto il titolo a perdere circa il 2,1 per cento nella seduta milanese. A inizio contrattazione le azioni venivano scambiate intorno ai 4,60 euro, un livello che le colloca ben al di sotto del massimo a 52 settimane di 10,494 euro.
Le ragioni del declassamento
Alla base della scelta degli analisti c'è una valutazione critica sulla pipeline di prodotti del gruppo. Secondo Morgan Stanley, l'evoluzione negativa delle scorte e degli incentivi conferma la tesi secondo cui «il portafoglio prodotti è in ritardo rispetto ai concorrenti», circostanza che implica una capacità limitata di ridurre gli investimenti per adattarsi a una minore generazione di cassa.
La banca ha inoltre definito quello di Stellantis «il più ampio squilibrio rischio/rendimento del settore», citando da un lato il rischio di rifinanziamento e dall'altro la possibilità di cessioni di asset o di una rinegoziazione dell'USMCA.
Nonostante il downgrade, Morgan Stanley ha alzato le stime per il 2026 e il 2027 sui costruttori automobilistici europei per la prima volta da aprile 2024, portandole leggermente al di sopra del consenso. Gli analisti ritengono che il minimo ciclico dei margini per il settore sia ormai alle spalle, sostenuto da iniziative di efficienza interna e dalle ampie svalutazioni seguite ai cambi di amministratore delegato avvenuti lo scorso anno.
Le valutazioni appaiono comunque depresse: tutti i produttori europei scambiano al di sotto del valore di liquidazione e offrono un rendimento del 7 per cento agli azionisti. Per Stellantis il rapporto prezzo/valore contabile è sceso a 0,22 volte.
Le difficoltà sul mercato nordamericano
Il declassamento arriva in una fase ancora delicata per Stellantis, impegnata a rilanciare redditività, vendite e produzione dopo mesi complicati. I progressi nel mercato statunitense restano limitati e la pressione competitiva è aumentata, fattori che pesano sul percorso di ripresa del gruppo.
La società sta lavorando in parallelo sulla struttura industriale europea: secondo quanto trapelato, sarebbe intenzionata a un investimento superiore a 1 miliardo di euro in Francia, dove potrebbe essere avviata la produzione di un nuovo veicolo commerciale con maggiore automazione e il ritorno all'interno dello stabilimento di alcune attività oggi esternalizzate.
Sul fronte delle consegne, i dati più recenti mostravano segnali di crescita. Nel secondo trimestre del 2026 le consegne consolidate globali sono state stimate in 1,6 milioni di unità, in aumento del 10 per cento rispetto all'anno precedente, con il Nord America in rialzo del 38 per cento grazie al ritorno di modelli come il Ram 1500 HEMI V8 e al rinnovamento dei Jeep Grand Wagoneer e Grand Cherokee.
Morgan Stanley prevede comunque che la ripresa dei margini continui a livelli depressi, ben al di sotto dei cicli precedenti e delle aspettative di consenso a lungo termine, mentre la concorrenza cinese limita la capacità dei produttori europei di ridurre gli investimenti.
Il quadro del settore europeo
Nel suo aggiornamento sul comparto, Morgan Stanley ha promosso Renault a Equal Weight da Underweight, alzando il target di prezzo a 31 euro dai precedenti 25, definendola «la società con il maggiore incremento nelle nostre stime» grazie all'esposizione a un solido mercato europeo. La banca ha mantenuto i rating Overweight su Mercedes-Benz e BMW, alzando i rispettivi prezzi obiettivo, e ha rivisto al rialzo anche il target di Volkswagen, portandolo a 89 euro da 77, pur mantenendo il giudizio Equal Weight. Porsche resta classificata Underweight per ragioni di valutazione.
Morgan Stanley continua a preferire i produttori premium rispetto a quelli di massa, data la maggiore generazione di cassa e i ritorni per gli azionisti. Gli analisti hanno segnalato diversi potenziali catalizzatori per il secondo semestre del 2026, tra cui possibili misure normative europee sulle importazioni cinesi, i capital markets day di BMW e Porsche, e possibili cessioni di asset o mosse di diversificazione.
Su Stellantis, TD Cowen ha nel frattempo ribadito un rating Hold con target price a 6 dollari, esprimendo una prospettiva più ottimistica sulle future indicazioni e sugli obiettivi di risparmio sulla produttività.
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