Indagini sulla latitanza di Matteo Messina Denaro: nuove perquisizioni a Mazara del Vallo
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Matteo Messina Denaro, noto boss mafioso, è stato al centro di un'operazione di perquisizione condotta dalla Procura distrettuale di Palermo. L'indagine è stata finalizzata all'individuazione della rete di fiancheggiatori che ha sostenuto la sua latitanza nel corso degli anni.
Perquisizioni a Mazara del Vallo
Le perquisizioni sono state eseguite in un complesso residenziale a Mazara del Vallo, in provincia di Trapani. Gli investigatori della Polizia di Stato e dell'Arma dei Carabinieri hanno eseguito le operazioni su disposizione della Procura.
La caccia al covo
Gli inquirenti ritengono che il nascondiglio in cui Messina Denaro custodiva segreti e documenti non sia ancora stato scoperto. Nei due appartamenti di Campobello di Mazara precedentemente utilizzati dal latitante sono stati trovati decine di pizzini, libri ed effetti personali, ma nessun computer. Il boss, in uno degli interrogatori resi dopo la cattura, ha affermato di non aver mai posseduto un pc.
Misteri della latitanza
La latitanza di Messina Denaro, deceduto lo scorso settembre, nasconde ancora numerosi interrogativi. Chi lo abbia aiutato e dove si sia nascosto in tutti questi anni sono le domande alle quali i poliziotti del Servizio centrale operativo e i carabinieri del Raggruppamento operativo speciale stanno tentando di rispondere.
Operazione congiunta
Nell'operazione congiunta tra Polizia di Stato e Arma dei carabinieri, è stata individuata un’area residenziale di Mazara del Vallo frequentata dall’ex latitante nei mesi precedenti all’arresto. La caccia ai segreti dell’ultimo capo della mafia corleonese si è concentrata a Mazara del Vallo, città simbolo della integrazione pacifica tra cultura occidentale e mussulmana, dove mafia, clan camorristici e massoneria intrecciarono i primi patti sotto lo sguardo del latitante.




