Mosca, generale ucciso in un attentato con autobomba alle porte della capitale
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Redazione Esteri
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Il corpo di Yaroslav Moskalik, 59 anni, generale del ministero della Difesa russo, è stato recuperato tra i rottami di un’auto esplosa nel cortile di un condominio a Balashikha, sobborgo orientale di Mosca. L’esplosione, che ha distrutto una Volkswagen Golf bianca lasciandone solo la carrozzeria carbonizzata, è avvenuta in circostanze ancora da chiarire, ma le autorità russe non hanno esitato a definire l’episodio un “atto terroristico”.
Moskalik, che nel 2021 ricopriva il ruolo di vice capo della Direzione operativa principale dello Stato maggiore – organismo cruciale nella pianificazione delle operazioni militari – era una figura poco mediatica, ma strategicamente rilevante. La sua ultima apparizione pubblica risaliva a quattro anni fa, quando aveva accusato gli Stati Uniti di sostenere i curdi in Siria. La portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha però sottolineato che il generale era “ben noto” ai servizi ucraini per il suo coinvolgimento nei negoziati del Gruppo di contatto di Minsk e nel formato Normandia, due tavoli di discussione sul conflitto nel Donbass.
Sebbene non vi sia ancora una rivendicazione ufficiale, l’attentato rientra in una serie di episodi analoghi che Mosca ha spesso attribuito a Kiev. L’ipotesi di un coinvolgimento ucraino, avanzata senza prove dalla diplomazia russa, rischia di inasprire ulteriormente le tensioni tra i due paesi, già ai massimi storici dopo l’invasione del 2022.




