Petroliera in fiamme al largo di Sochi: Aframax Rio colpita nel Mar Nero
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Un vasto incendio è divampato sulla petroliera Aframax Rio al largo di Sochi, nel Mar Nero, dopo un attacco condotto con imbarcazioni senza equipaggio. La nave, battente bandiera liberiana e carica di greggio, è stata avvolta dalle fiamme mentre una grande colonna di fumo nero diventava visibile dalla costa della località turistica russa. I 23 membri dell’equipaggio, tutti cittadini indiani, sono stati tratti in salvo e le prime comunicazioni delle autorità russe non indicano vittime o feriti. Il rogo ha interessato anche petrolio finito in mare, facendo scattare misure precauzionali sulle spiagge e controlli ambientali nell’area costiera.
L’attacco alla Aframax Rio e il salvataggio dell’equipaggio
Il ministero dei Trasporti russo ha riferito che la nave è stata attaccata da mezzi navali senza equipaggio mentre si trovava nelle acque del Mar Nero. Mosca ha attribuito l’azione a droni navali ucraini, ma Kiev non ha rivendicato ufficialmente l’attacco. Le immagini diffuse nelle ore successive mostrano un incendio di grandi dimensioni sulla petroliera e una lunga linea di fuoco sulla superficie del mare. Le squadre di emergenza hanno dovuto attendere una riduzione dell’intensità delle fiamme prima di potersi avvicinare in condizioni di maggiore sicurezza e intervenire direttamente sul rogo.
La Aframax Rio stava trasportando petrolio ed era stata indicata da diversi canali di monitoraggio marittimo lungo la rotta tra il porto russo di Novorossijsk e l’India. La nave risulta inserita dal febbraio 2026 nella lista delle sanzioni ucraine che comprende imbarcazioni considerate da Kiev parte della cosiddetta flotta ombra utilizzata per il commercio del greggio russo. Non figura invece nelle liste sanzionatorie dell’Unione europea o degli altri principali alleati dell’Ucraina. L’unità è identificata con il numero IMO 9273844 ed è classificata come grande petroliera per il trasporto di greggio.
Spiagge chiuse a Sirius e controlli su acqua e aria
L’incendio ha avuto conseguenze immediate anche sulla costa. Dmitry Plishkin, responsabile dell’amministrazione del territorio federale di Sirius, a sud di Sochi, ha disposto la chiusura temporanea delle spiagge e invitato i residenti a limitare la permanenza all’aperto e, dove possibile, a tenere chiuse le finestre. Le autorità locali hanno avviato il monitoraggio della qualità dell’acqua e dell’aria insieme al servizio meteorologico e ambientale russo Roshydromet. In una successiva comunicazione è stato indicato che le concentrazioni degli inquinanti atmosferici rilevate a Sirius risultavano inferiori ai limiti massimi consentiti.
La preoccupazione ambientale riguarda soprattutto il greggio coinvolto nell’incendio. Il ministero russo ha parlato esplicitamente di petrolio che bruciava sulla superficie del Mar Nero, mentre fotografie e video circolati online mostrano una chiazza infuocata dietro la nave. Immagini riprese dalla costa documentano fiamme concentrate inizialmente nella zona centrale della petroliera e successivamente estese verso poppa, con una densa nube scura spinta sopra il tratto costiero. I rilevamenti satellitari nell’area hanno inoltre individuato un’intensa anomalia termica nelle acque a ovest della città.
Le immagini del rogo visibili dalla costa di Sochi
La dimensione dell’incendio ha reso l’episodio immediatamente visibile anche a chilometri di distanza. Video registrati da residenti e turisti mostrano la colonna di fumo sollevarsi sopra il mare e oscurare parte dell’orizzonte, mentre altri filmati riprendono direttamente le fiamme sull’acqua. Una delle sequenze diffuse sui social mostra un uomo che continua a suonare la chitarra sulla costa con alle spalle l’enorme nube prodotta dal rogo, scena diventata rapidamente uno dei filmati più condivisi dell’incidente.
I primi avvistamenti della nave attraverso i servizi di tracciamento marittimo la collocavano nelle acque al largo di Sirius prima dell’incendio. Nelle ore iniziali alcuni osservatori specializzati avevano attribuito erroneamente il rogo a un’altra petroliera, identificazione successivamente corretta in favore della Aframax Rio. I dati raccolti dai sistemi di monitoraggio indicano inoltre che l’unità aveva effettuato scali in porti russi del Mar Nero e del Baltico nell’ambito dei traffici petroliferi diretti verso mercati asiatici.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
