Asta Btp, il Tesoro piazza 4,75 miliardi tra domanda solida e tassi sotto controllo
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Redazione Economia
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Il ministero dell’Economia ha chiuso l’asta del 27 maggio con un collocamento di tre diverse tipologie di Btp, raggiungendo un totale vicino ai 4,75 miliardi di euro. L’esito, seppur senza sorprese, conferma una domanda robusta, tanto che il MEF ha assegnato l’intero ammontare previsto. Tra i titoli proposti, spiccano un Btp Short Term in scadenza a febbraio 2027 e due titoli indicizzati all’inflazione europea. Il primo ha registrato un rendimento lordo dell’1,9%, corrispondente a circa l’1,7% al netto, mentre i Btp€i hanno chiuso con tassi reali lordi dell’1,9% per il decennale e dell’1,4% per il quindicennale.
Intanto, parte oggi la ventesima emissione del Btp Italia, rivolta principalmente ai piccoli risparmiatori e legata all’inflazione nazionale. La cedola reale annua minima è stata fissata all’1,85%, in leggero calo rispetto alle precedenti edizioni ma ancora competitiva se confrontata con altre forme di investimento a basso rischio. Il collocamento, che si protrarrà fino al 30 maggio, rientra in una strategia consolidata dal 2012, quando il Tesoro introdusse questo strumento per diversificare la base degli investitori.
La scelta del Btp Italia, tuttavia, non è automatica. Se da un lato offre una protezione dall’inflazione, dall’altro i rendimenti – seppur stabili – risultano meno allettanti rispetto a quelli dei Btp tradizionali o ad alcune offerte di conti deposito. La decisione, dunque, dipende dalle esigenze del singolo risparmiatore, che deve valutare durata, liquidità e esposizione al rischio.
Sul fronte dei mercati, lo spread tra Btp e Bund tedeschi si è mantenuto stabile a 102 punti base, dopo un avvio più ottimista che lo aveva visto scendere temporaneamente sotto quota 97. Un segnale di relativa tranquillità, favorito anche dal recente miglioramento del outlook sul debito italiano da parte di Moody’s, passato da «stabile» a «positivo». Un giudizio che, sebbene non abbia immediati riflessi sui tassi, contribuisce a consolidare la fiducia degli investitori.




