Rizzetto respinge il salario minimo, puntando sulla contrattazione collettiva

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Walter Rizzetto, presidente della commissione, ha recentemente discusso la proposta del governo riguardante il salario minimo, una mossa che ha scatenato le opposizioni. Rizzetto sostiene che il salario minimo non dovrebbe essere determinato dalla politica, ma piuttosto dalla contrattazione collettiva, a cui si vuole dare un nuovo impulso.

Rizzetto ha sottolineato come il concetto di "giusta paga" non possa essere misurato solo in base a ciò che è 'adeguato alla propria condizione', ma anche in base al proprio contributo, che cambia con il variare del mondo. In un mondo che cambia a ritmi a volte insostenibili, la definizione di "giusta paga" richiederebbe una riflessione quasi costante.

La maggioranza ha respinto il salario minimo con un emendamento depositato in commissione Lavoro. Questo ha portato all'abbandono della proposta di Pd, M5S, Azione, +Europa e Avs di stabilire un salario minimo orario di 9 euro per i lavoratori poveri.

Invece, il testo mira a trasformare la proposta di legge dell'opposizione in una delega al governo, affinché intervenga con un suo provvedimento.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.