Elif Eralp, la candidata della Linke che vuole espropriare le case a Berlino

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Elif Eralp, 45 anni, può diventare la prima sindaca della Linke a Berlino. Figlia di immigrati turchi fuggiti dopo il golpe militare del 1980, è la candidata di punta della sinistra tedesca alle elezioni per il rinnovo della Camera dei deputati della capitale, in programma domenica. I sondaggi la vedono in testa, anche se il margine sulla Cdu si è assottigliato nelle ultime settimane. Un eventuale successo la consegnerebbe alla storia come prima donna di origine turca a guidare il Rotes Rathaus, il municipio della città-stato.

Il modello Mamdani e la campagna sulle case

Il punto centrale del suo programma è la crisi abitativa. Eralp propone di espropriare i grandi gruppi immobiliari, una misura che secondo le stime riguarderebbe oltre 200.000 appartamenti. La proposta si aggancia a un referendum del 2021 in cui il 59 per cento dei berlinesi si era espresso a favore della nazionalizzazione delle società proprietarie. Da allora, i successivi governi guidati da Spd e Cdu hanno di fatto bloccato l'attuazione del voto.

Lo stratega di Zohran Mamdani, il sindaco democratico-socialista di New York, Morris Katz, è stato a Berlino ad aprile per aiutarla a impostare la campagna elettorale. «Il successo di un socialista democratico a New York è un fatto enorme», ha dichiarato Eralp, spiegando di essersi ispirata al modello del collega americano.

Le Kiezkantinen e il contrasto alla povertà

Oltre al tema degli affitti, la candidata ha costruito parte della sua campagna attorno a un progetto di mense di quartiere sovvenzionate, le cosiddette «Kiezkantinen». L'idea prevede l'apertura di 20 strutture in tutta la città, con un investimento iniziale di 19 milioni di euro l'anno, in cui il piatto più economico costerebbe tre euro. L'obiettivo dichiarato è duplice: garantire un pasto caldo a chi non può permetterselo e offrire spazi di socialità in una città dove, secondo Eralp, quasi un bambino su quattro vive in condizioni di povertà.

Il progetto ricalca in parte le mense universitarie gestite dal Studierendenwerk e si ispira a esperienze analoghe a Parigi e Copenaghen.

I numeri della sfida elettorale

Secondo l'ultimo Politbarometer della Zdf, la Linke è accreditata del 22 per cento, un punto davanti alla Cdu, mentre l'Afd si attesta al 18 per cento e i Verdi al 15. La Spd, storica forza di governo nella capitale, è data al 12 per cento. Sulla scelta diretta del sindaco, Eralp e lo sfidante cristiano-democratico Stefan Evers sono separati da un solo punto percentuale, rispettivamente 25 e 24 per cento.

Nessuna coalizione a due sembra in grado di raggiungere la maggioranza, il che rende probabile un esecutivo a tre forze, con la Linke, i Verdi e la Spd a comporre l'eventuale maggioranza progressista.

Le tensioni interne e il caso Antisemitismus

La campagna di Eralp non è priva di ostacoli. La Linke berlinese è attraversata da mesi da un dibattito interno sulle accuse di antisemitismo, con episodi che hanno coinvolto militanti e candidati. La stessa Eralp ha dovuto prendere posizione pubblicamente, annunciando un piano in cinque punti per la tutela della vita ebraica a Berlino. Parallelamente, la candidata ha criticato la gestione delle proteste filopalestinesi da parte del governo uscente, sostenendo che la repressione di manifestazioni pacifiche non giova alla coesione della città.

La partita si gioca anche su questo terreno, in una Berlino dove la comunità ebraica e quella araba convivono con equilibri sempre più fragili.

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