Voto nei Länder, la Spd di Schwesig avanti sull'AfD in Meclemburgo. A Berlino la Linke sogna il Rotes Rathaus

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Domenica 20 settembre la Germania torna alle urne per due consultazioni regionali che valgono come un verdetto politico nazionale. Nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore la socialdemocratica Manuela Schwesig, al governo del Land da nove anni, gioca la sua partita contro l'Alternativa per la Germania in un testa a testa che i sondaggi descrivono come incertissimo. Nella città-Stato di Berlino, invece, la sinistra radicale di Die Linke accarezza l'idea di conquistare per la prima volta il Rotes Rathaus, il municipio rosso, scalzando una cristiano-democratica in piena crisi di consensi.

Schwesig, la roccaforte socialdemocratica sotto assedio

Il Meclemburgo-Pomerania Anteriore è da anni un feudo della Spd, ma il vento dell'est soffia ormai da tempo in direzione opposta. Secondo un sondaggio dell'istituto Insa per il quotidiano Bild, l'AfD sarebbe accreditata del 37 per cento delle preferenze, due punti sopra la Spd della governatrice, ferma al 35 per cento. Una rilevazione della Forschungsgruppe Wahlen per la Zdf ha invece ribaltato il quadro, indicando un leggero vantaggio per Schwesig sull'AfD, 37 contro 36 per cento.

Tre mesi fa, sempre secondo Bild, il distacco tra i socialdemocratici e l'estrema destra era di nove punti: un segnale di come la campagna elettorale abbia progressivamente eroso il margine della governatrice uscente.

La partita nel Land orientale si gioca su due terreni. Da un lato c'è la persona di Schwesig, che secondo il Politbarometer della Zdf raccoglie il 61 per cento dei consensi personali come candidata alla guida del governo regionale, contro il 28 per cento attribuito al suo sfidante dell'AfD, Leif-Erik Holm. Dall'altro lato pesa il tema industriale: la regione si sta affermando come polo energetico grazie a ingenti investimenti statali nella componentistica per i parchi eolici, un settore che l'AfD promette di ridimensionare tagliando i sussidi alle rinnovabili.

Schwesig ha costruito buona parte del suo messaggio su questo punto, avvertendo che un successo dell'estrema destra comprometterebbe la traiettoria di sviluppo del Land.

La Cdu di Merz rischia il tracollo

Il vero elemento di fragilità per il cancelliere Friedrich Merz arriva però dai numeri dei cristiano-democratici. Nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore la Cdu è data intorno al 6-7 per cento, pericolosamente vicina alla soglia di sbarramento del 5 per cento necessaria per entrare nel parlamento regionale. Si tratterebbe del risultato più basso mai ottenuto dalla Cdu in una elezione regionale nel Land dal 1990, quando la regione fu ricostituita dopo la riunificazione.

Cinque anni fa i cristiano-democratici avevano raccolto il 13,3 per cento dei voti.

A pesare sulla Cdu è anche il contesto federale. Il voto in Sassonia-Anhalt di due settimane prima ha consegnato all'AfD un risultato record, con il 43,8 per cento delle preferenze e la certezza di non poter governare da sola per la mancanza di alleati disposti a sostenere la sua ascesa. La Cdu del presidente regionale uscente Sven Schulze si è fermata al 17,2 per cento, il peggior risultato di sempre nel Land. Un effetto trascinamento che ora Merz teme di ritrovare anche domenica.

Il cancelliere ha persino cancellato la sua presenza all'Assemblea generale delle Nazioni Unite per seguire da vicino l'esito delle urne.

Berlino, la sinistra radicale a un passo dalla svolta

Nella capitale la situazione è ancora più fluida. Le ultime cinque rilevazioni demoscopiche hanno visto Die Linke costantemente in testa con una forbice tra il 20 e il 23 per cento, seguita a ruota dalla Cdu tra il 20 e il 21 per cento. L'AfD si attesta stabilmente al terzo posto con il 17-18 per cento, davanti ai Verdi al 15-16 per cento. La Spd, che nel 2023 governava la città in coalizione con i cristiano-democratici, scivola al 10-12 per cento.

La candidata di Die Linke alla guida della città è Elif Eralp, 45 anni, giurista figlia di rifugiati turchi. Se dovesse vincere, sarebbe la prima esponente della Linke a guidare Berlino e la prima persona con origini migratorie a ricoprire la carica di sindaca governatrice. La sua campagna ruota intorno al tema degli affitti, da anni il problema più sentito nella capitale: promette di attuare il referendum del 2021 sulla socializzazione delle grandi società immobiliari, che aveva visto il 59 per cento dei berlinesi esprimersi a favore della misura.

La sua proposta di un tetto agli affitti per gli immobili di proprietà pubblica e la lotta contro il caro-canoni hanno dominato il dibattito elettorale.

Il sindaco uscente Kai Wegner, cristiano-democratico, ha rinunciato a ricandidarsi a luglio, dopo le critiche per la gestione dell'attacco incendiario alla rete elettrica della città all'inizio dell'anno. Al suo posto la Cdu schiera Stefan Evers, 46 anni, finanziatore e senatore alla Cultura, che si presenta con un profilo dichiaratamente conservatore incentrato sul consolidamento del bilancio e una linea più dura sull'immigrazione.

I numeri però non lo favoriscono: la coalizione uscente Cdu-Spd non ha più i numeri per governare e le uniche maggioranze possibili senza l'AfD sono triple, o con la Linke o con i cristiano-democratici al centro.

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