Elezioni in Germania, l'AfD trionfa in Meclemburgo e la sinistra conquista Berlino

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La tornata elettorale che si è chiusa domenica scorsa in Germania ha coinvolto più di undici milioni di elettori tra Berlino e il Land orientale di Meclemburgo-Pomerania Anteriore, offrendo una fotografia nitida delle profonde fratture che attraversano il sistema politico tedesco.

Il voto del 20 settembre ha prodotto due esiti speculari e ugualmente significativi: da un lato il trionfo senza appello dell'Alternative für Deutschland (AfD) nel Land baltico, dove la formazione di estrema destra ha raccolto il 38,2 per cento delle preferenze, più che raddoppiando il risultato precedente e guadagnando 32 seggi su 71. Dall'altro la storica affermazione a Berlino di Die Linke, la sinistra radicale, che con il 25,7 per cento dei voti ha portato Elif Eralp a un passo dalla carica di sindaca governatrice della capitale.

Il crollo della CDU e il terremoto nel Nord-Est

Il dato che ha fatto più rumore nelle cancellerie europee riguarda però il tracollo della Christlich Demokratische Union (CDU) in Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Il partito del cancelliere Friedrich Merz si è fermato al 4,9 per cento, mancando per la prima volta nella storia della Repubblica Federale la soglia di sbarramento del 5 per cento e restando fuori da un parlamento regionale.

Il cancelliere ha commentato il risultato senza giri di parole, definendolo «una catastrofe» e respingendo le speculazioni sulle sue dimissioni con una dichiarazione che ha il sapore della difesa a oltranza: «Ora servono coraggio, volontà ferrea e pazienza».

La portata della sconfitta non si esaurisce nel dato regionale. La CDU perde consensi in modo trasversale, mentre l'AfD consolida la sua avanzata anche nei Länder occidentali, dove fino a pochi anni fa la sua presenza era marginale. Il partito guidato da Alice Weidel ha superato la soglia del 20 per cento nelle rilevazioni nazionali e il suo gruppo dirigente non ha nascosto la soddisfazione: «Siamo noi il partito del popolo», ha dichiarato la leader, rivendicando il sorpasso sui cristianodemocratici.

Berlino cambia volto con Elif Eralp

Nella capitale, il risultato di Die Linke ha un valore che va oltre le percentuali. Elif Eralp, avvocatessa per i diritti umani di 45 anni, figlia di immigrati turchi arrivati in Germania dopo il colpo di stato del 1980, si appresta a diventare la prima sindaca governatrice con un background migratorio nella storia di Berlino. Il suo programma si è concentrato sulle emergenze quotidiane che attanagliano la città: il caro affitti, la crisi degli alloggi pubblici, il costo dei trasporti e la pulizia delle strade.

Eralp ha promesso un tetto agli affitti per gli appartamenti di proprietà comunale, la creazione di un ufficio statale contro gli aumenti illegali e la rinascita del progetto di esproprio delle grandi società immobiliari che controllano migliaia di abitazioni nella capitale. La sua campagna ha esplicitamente rivendicato un ruolo di argine all'avanzata dell'AfD: «Sarebbe un segnale potente se qualcuno con un background migratorio diventasse sindaco governatore di Berlino», aveva dichiarato alla vigilia del voto.

Il paragone con Zohran Mamdani, il sindaco di sinistra eletto a New York nel 2025, è stato evocato più volte dalla stessa Eralp, che ha definito il collega americano «un grande modello».

La riforma dell'assistenza spacca la coalizione di governo

Mentre i risultati elettorali continuano a scuotere gli equilibri politici, a Berlino si consuma un nuovo scontro all'interno della coalizione tra CDU/CSU e SPD. Il ministro della Salute Linnemann, esponente cristianodemocratico, ha portato mercoledì in Consiglio dei ministri la riforma dell'assistenza agli anziani e agli invalidi, la Pflegereform, un provvedimento che mira a stabilizzare i conti delle casse previdenziali ma che prevede anche requisiti più stringenti per l'accesso ai livelli di assistenza.

La SPD ha annunciato il voto contrario dei suoi 120 deputati alla legge così come formulata, con il capogruppo Matthias Miersch che ha chiesto un sistema solidale o quantomeno un equo bilanciamento tra assicurazione privata e sociale. I socialdemocratici temono che le nuove regole scarichino sulle famiglie e sugli assistiti il peso del deficit miliardario della Pflegeversicherung, stimato intorno ai dieci miliardi di euro annui.

La disputa si inserisce in un quadro di crescente tensione nella maggioranza, dove i partner di coalizione si accusano reciprocamente di non rispettare gli impegni assunti. Il voto parlamentare sulla riforma, atteso nelle prossime settimane, si annuncia come un nuovo banco di prova per la tenuta dell'esecutivo di Merz.

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