Merz sotto assedio, la Cdu crolla ai minimi storici mentre l'AfD sfonda in Meclemburgo e Berlino

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le elezioni regionali in Meclemburgo-Pomerania Anteriore e a Berlino, in programma domenica 20 settembre, si configurano come un banco di prova decisivo per la sopravvivenza politica del cancelliere Friedrich Merz, stretto tra il crollo del suo partito e l'avanzata inarrestabile dell'estrema destra di Alternative für Deutschland.

Il voto arriva a due settimane di distanza dal terremoto elettorale in Sassonia-Anhalt, dove l'AfD ha ottenuto il 43,8 per cento dei consensi, più che raddoppiando il risultato del 2021 e infliggendo alla Cdu di Merz una sconfitta definita storica, con il partito conservatore fermo al 17,2 per cento.

Il Meclemburgo e l'effetto Schwesig

Nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, l'unico argine alla vittoria dei radicali sembra essere rappresentato dalla popolarità della governatrice socialdemocratica Manuela Schwesig. Secondo l'ultima rilevazione dell'istituto Insa per il quotidiano Bild, l'AfD è accreditata al 37 per cento, mentre la Spd ha recuperato terreno portandosi al 35 per cento. Un dato significativo se si considera che a marzo il distacco tra i due partiti era di otto punti percentuali a favore dell'AfD.

La Cdu di Merz, invece, resta inchiodata al 7 per cento, un risultato che, se confermato dalle urne, rappresenterebbe il peggior esito per i cristiano-democratici in una consultazione regionale dalla fondazione della Repubblica Federale nel 1949.

La forza di Schwesig risiede in una notorietà e in un gradimento personale che non trovano eguali tra gli avversari. Una rilevazione Insa per il Nordkurier ha evidenziato che il 98 per cento degli intervistati conosce la governatrice, e il 46 per cento valuta positivamente il suo operato, contro un 25 per cento di giudizi negativi. Nemmeno il candidato dell'AfD, Leif-Erik Holm, riesce a scalfire questo primato: in un'eventuale elezione diretta del presidente del consiglio regionale, Schwesig risulterebbe nettamente favorita.

La governatrice ha impostato la campagna elettorale su un confronto diretto e personale, con lo slogan "Io o l'AfD", trasformando la consultazione in una scelta di campo che trascende i tradizionali schieramenti partitici.

Lo scenario berlinese

A Berlino, il quadro politico appare ancora più frammentato e incerto. Secondo l'ultima rilevazione dell'istituto Civey per il Tagesspiegel, la Linke sarebbe in vantaggio con il 21 per cento, tallonata dalla Cdu di Stefan Evers al 20 per cento, mentre l'AfD si attesterebbe al 18 per cento. Il partito di Merz paga lo scotto di una campagna iniziata in ritardo, dopo che il sindaco governatore Kai Wegner aveva annunciato a luglio la propria decisione di non ricandidarsi, in seguito alle critiche per la gestione di un grave blackout durato giorni lo scorso gennaio.

Il vero dramma politico berlinese riguarda però la Spd, che nelle rilevazioni scivola al 12 per cento, un livello storicamente basso per un partito che ha governato la capitale per oltre vent'anni. A pesare sul risultato dei socialdemocratici concorrono le indagini giudiziarie che coinvolgono il loro candidato di punta, Steffen Krach, al centro di un'inchiesta per presunta corruzione legata a un appalto sanitario risalente al periodo in cui ricopriva la carica di presidente della Regione Hannover.

Il calo di consensi per il cancelliere

Il destino politico di Merz appare sempre più precario anche a livello nazionale. Una rilevazione dell'istituto Insa per Bild ha certificato che il 78 per cento dei tedeschi non considera il cancelliere la persona giusta per guidare il governo, con solo il 14 per cento di giudizi positivi. Il malcontento non risparmia neppure l'elettorato conservatore: tra i sostenitori della Cdu, il 58 per cento ha risposto negativamente alla domanda sulla idoneità di Merz a ricoprire la carica di cancelliere.

Si tratta di un tracollo verticale rispetto a un anno fa, quando a un mese dall'insediamento del suo governo l'indice di soddisfazione superava il 39 per cento.

La combinazione tra il crollo del consenso per il cancelliere e l'avanzata dell'AfD nelle regioni orientali sta mettendo a dura prova la tenuta della coalizione di governo tra Cdu/Csu e Spd. In Sassonia-Anhalt, l'AfD ha ottenuto 39 seggi su 83, a tre soli seggi dalla maggioranza assoluta, e il suo candidato di punta Ulrich Siegmund ha rivendicato il risultato definendolo un chiaro mandato a governare.

Tuttavia, il partito rimane escluso da qualsiasi alleanza a causa del cosiddetto "cordone sanitario" che tutti gli altri partiti hanno eretto nei suoi confronti, rendendo la formazione di una maggioranza regionale un rebus di difficile soluzione.

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