Il mercato dei sogni infranti: Alex Marquez verso KTM, mentre Ducati sceglie Acosta e il futuro di Bagnaia si allontana
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Redazione Sport
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La voce, dapprima un sussurro nei paddock malesi, si è fatta via via più insistente fino a diventare una certezza destinata a rimodellare gli equilibri della MotoGP che verrà. Il 2027, anno del passaggio alla nuova cilindrata degli 850cc, si avvicina e con esso un valzer di sedili ufficiali che sta già lasciando sul pavimento della sala da ballo alcuni dei ballerini più illustri -2. Per Alex Marquez, reduce da una stagione 2025 da incorniciare che lo ha visto chiudere al secondo posto nella classifica iridata davanti a tutti tranne che al fratello Marc, l’ora della consacrazione definitiva era attesa da tempo -9. Eppure, la tanto agognata promozione al team factory Ducati non arriverà, e la porta che si è chiusa a Borgo Panigale ne ha spalancata un’altra, dipinta di arancione, a Munderfing.
Il fulcro di questo terremoto, va da sé, è la permanenza di Marc Marquez nel team ufficiale Ducati. Il numero 93, dopo aver trovato sulla Desmosedici la sintesi perfetta tra il suo talento e una moto competitiva, ha legato il proprio futuro alla casa di Borgo Panigale per il prossimo biennio, forte di un rinnovo che mette al sicuro l’investimento della casa emiliana sul suo campione -7. Con un posto saldamente occupato dal fratello maggiore, per Alex si è materializzato un ostacolo insormontabile: la volontà, espressa a chiare lettere dai vertici Ducati, di non schierare entrambi i fratelli Marquez nel proprio box ufficiale -10. Una scelta strategica, certamente, ma che hagelato le ambizioni del catalano, il quale si è visto costretto a virare il proprio destino altrove.
Ed è qui che entra in gioco KTM, una casa che, nonostante le turbolenze finanziarie che l'hanno attraversata, guarda al futuro con un piano industriale e sportivo ambizioso -9. Con la quasi certa partenza di Pedro Acosta, il giovane prodigio che avrebbe perso fiducia nel progetto austriaco e che è ormai destinato a raccogliere l'eredità di Enea Bastianini in sella alla Ducati ufficiale, i vertici di Mattighofen si sono trovati nella necessità di trovare un leader di esperienza e carisma per la loro rivoluzione tecnica del 2027 -2. L'occasione di mettere sotto contratto il vicecampione del mondo in carica era troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire, e così, dopo un incontro chiave avvenuto nello stabilimento di Munderfing, le trattative hanno subito un'accelerazione decisiva -6.
Il progetto che KTM sta delineando attorno al piccolo dei Marquez ha i contorni della definitiva maturità per il ventinovenne di Cervera. Non si tratterebbe più di un semplice piano B, come qualcuno in malafede potrebbe etichettarlo, ma di una vera e propria operazione di costruzione di un team factory incentrata sulla sua figura. A fargli compagnia, con ogni probabilità, ci sarà un altro spagnolo di grande talento ed esperienza come Maverick Vinales, pilota che KTM considera un tassello imprescindibile del proprio mosaico futuro -5. Una coppia così composta avrebbe il duplice vantaggio di sopperire alla partenza di Acosta e di creare un tandem di assoluto valore e di chiara identità iberica, capace di lottare stabilmente per le posizioni che contano. Questo scenario, se confermato, metterebbe in una posizione di estrema difficoltà Brad Binder, pilota storico della casa austriaca, il cui futuro, in un team così rinnovato, diventerebbe quantomai precario -10.




