Tajani: sul condono edilizio serve serenità, non dogmi
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Redazione Interno
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A margine di un convegno a Napoli, il segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, è intervenuto sulla spinosa questione edilizia in Campania, sottolineando la necessità di approcciare la materia con pragmatismo. "C’è un problema particolare qui in Campania, il rischio di persone che rimangono in mezzo alla strada", ha dichiarato, facendo riferimento a un emendamento alla manovra che propone di riaprire i termini del condono del 2003. Tajani, il quale ha ricordato come la questione sia stata affrontata in più occasioni, ha evidenziato la priorità di distinguere gli edifici a rischio da quelli che non lo sono, auspicando un esame sereno e scevro da preconcetti ideologici, prima di giungere a una qualsiasi decisione.
L'emendamento e la riapertura del 2003
Fra le migliaia di emendamenti presentati per la prossima legge di bilancio, spicca infatti la proposta avanzata da due senatori di Fratelli d'Italia, i quali non intendono ideare un nuovo condono bensì riaprire le finestre temporali di quello varato nel 2003, all'epoca del governo Berlusconi. I proponenti, i quali difendono l'iniziativa definendola una "sanatoria", la inquadrano come uno strumento volto a risolvere vecchie pendenze di chi, pur avendo versato quanto dovuto, ne era rimasto comunque escluso; una sorta di chiusura di un cerchio, dunque, che riguarderebbe casi specifici e non una nuova e generalizzata regularizzazione.
Le reazioni politiche e il contesto campano
La proposta, com'era prevedibile, non è passata inosservata e ha immediatamente acceso il dibattito politico, trovando oppositori feroci e sostenitori convinti. Da una parte, le voci critiche hanno bollato l'emendamento come un atto "pazzesco" e "scollato dalla realtà", evidenziando la prossimità con le imminenti elezioni regionali. Dall'altra, il candidato presidente del centrodestra in Campania ha rivendicato con forza la misura, descrivendola come un "atto di giustizia" per migliaia di famiglie che, a suo dire, hanno costruito per necessità abitative e non per alimentare un abusivismo selvaggio. Una narrazione, questa, che cerca di differenziare le tipologie di intervento edilizio, puntando a legittimare moralmente, oltre che giuridicamente, le posizioni di molti.
La posizione di Fratelli d'Italia
Proprio i parlamentari campani di Fratelli d'Italia, i quali hanno caldeggiato l'emendamento, hanno ribadito la natura correttiva dell'intervento, presentandolo come una soluzione a quello che definiscono un "pasticcio" lasciato in eredità dalla sinistra nell'attuazione della normativa originale. Il partito, attraverso i suoi portavoce, insiste sulla volontà di rimediare a situazioni di ingiustizia protrattesi per anni, difendendo un'analisi che deve svolgersi caso per caso, come suggerito anche da Tajani, per evitare di penalizzare ulteriormente situazioni già complesse. La questione, che intreccia temi di legalità, equità sociale e gestione del territorio, si conferma così un nodo cruciale non solo per la campagna elettorale ma per le stesse politiche nazionali in materia urbanistica.




