Addio a Paolo Sottocorona, l'ultimo meteo con una poesia per Gaza

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La scomparsa di Paolo Sottocorona, all'età di 77 anni, ha interrotto un rapporto con il pubblico televisivo che, iniziato nel 2002, si era consolidato attraverso le sue previsioni del tempo su La7, caratterizzate da uno stile pacato e da una singolare interazione con i telespettatori, dei quali selezionava e commentava le fotografie. Le sue ultime analisi meteorologiche, trasmesse la mattina dell'8 ottobre, sono divenute, a causa del sopraggiungere della morte poche ore dopo, un testamento professionale involontario e toccante. Al termine di quella che sarebbe stata la sua ultima apparizione, il meteorologo scelse di leggere una poesia, peraltro inviata da una spettatrice, dedicata a Gaza e al conflitto in Medio Oriente, un gesto che ha confermato la sua sensibilità verso temi che travalicavano i confini della sua professione.

L'indignazione per gli sciacalli sui social network

La notizia del decesso, che ha provocato un'ondata di commozione, è stata purtroppo accompagnata da episodi di sciacallaggio digitale, i quali hanno sollevato un moto di indignazione. Alcuni profili legati alle frange no vax, infatti, hanno strumentalizzato la scomparsa di Sottocorona con affermazioni spregevoli e prive di alcun fondamento, tentando di stabilire una connessione con le campagne vaccinali. A questa bassezza ha fatto seguito la ferma e immediata replica di Enrico Mentana, direttore di La7, il quale, attraverso i suoi canali social, ha bollato senza mezzi termini tali comportamenti come opera di "avvoltoi" e ha denunciato quella che ha definito una "ignoranza disumana", in un post che, rivolgendosi anche al proprietario della piattaforma, ha sottolineato la gravità di simili dinamiche.

Le ultime immagini e il ricordo di un volto familiare

A poche ore dall'annuncio della morte improvvisa, il web è stato travolto dalla diffusione virale dei filmati delle sue ultime apparizioni, provenienti dalle trasmissioni "Omnibus" e "L'Aria che Tira". Questi video, che mostrano un uomo dedito al suo lavoro fino all'ultimo, hanno contribuito a cementare il ricordo pubblico della sua figura, fissandone l'immagine in un commiato sereno e professionale. La sua carriera, che lo ha visto divenire uno dei volti più riconoscibili e affidabili del canale, si è distinta per una rara capacità di coniugare il rigore scientifico con un tono colloquiale e profondamente umano, un approccio che gli aveva garantito la simpatia di un vasto e fedele pubblico.

Un'eredità fatta di stile e partecipazione

Oltre alla competenza tecnica, Paolo Sottocorona lascia il segno per aver innovato il genere della meteorologia in televisione, trasformando il bollettino in un momento di dialogo e di condivisione. La sua rubrica non si limitava a illustrare le carte sinottiche, ma costruiva una relazione quotidiana con chi lo guardava, attraverso la selezione delle immagini inviate e i suoi commenti sempre misurati. Quell'ultimo, inaspettato atto di leggere una poesia per Gaza, appare così non come una stonatura, bensì come la logica conseguenza di un modo di essere in video che andava oltre la semplice lettura dei dati atmosferici, includendo una visione del mondo più ampia e partecipe.

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