Bonus casa, dal 2026 cambiano le regole: come prepararsi se vuoi fare lavori

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre ci si avvicina alla scadenza del 2025, fissata dall’Unione Europea come traguardo per migliorare l’efficienza del patrimonio immobiliare, il quadro degli incentivi per la riqualificazione energetica e strutturale delle abitazioni private si appresta a subire una significativa trasformazione. La Legge di Bilancio per il 2026, infatti, pur confermando alcuni pilastri del sistema, introduce modifiche sostanziali che ridisegnano le opportunità per i contribuenti. La detrazione per il bonus ristrutturazioni, per fare un esempio, rimarrà ferma al 50% per l’abitazione principale e al 36% per le seconde case, una stabilità che rappresenta un punto di riferimento in un panorama in evoluzione; analogo discorso vale per l’attesa proroga del bonus mobili e grandi elettrodomestici, un segnale di continuità per chi completa l’arredo di un immobile appena rinnovato.

Il tramonto del Superbonus

Ben diverso è il percorso che sta vivendo il Superbonus, il cui ciclo volge ormai al termine. Come specificato dall’Agenzia delle Entrate, lo strumento – concepito per interventi di efficienza energetica, consolidamento statico o riduzione del rischio sismico – si applica esclusivamente per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2025. Dopo la fase aurea del 110%, conclusasi con il 2023, la percentuale di detrazione ha subito un progressivo ridimensionamento, attestandosi al 70% per il 2024 e scendendo ulteriormente all’attuale 65% per le spese dell’anno in corso. Possono accedervi, in base a quanto previsto, i condomìni, le persone fisiche per interventi su edifici di piccole dimensioni – composti da due a quattro unità immobiliari – nonché una serie di enti del Terzo settore, come le organizzazioni non lucrative di utilità sociale e le associazioni di volontariato.

Un nuovo scenario per il settore

L’imminente modifica del sistema, che vedrà un’offerta di agevolazioni più ordinata ma anche più contenuta, sta già influenzando le decisioni di famiglie e operatori. Molti, consapevoli della finestra temporale che si sta chiudendo, stanno affrettando la pianificazione dei cantieri per godere dei benefici residui ancora disponibili. Questo periodo di transizione, se da un lato genera una certa frenesia progettuale, dall’altro costringe a una riflessione più attenta sulla sostenibilità economica dei futuri interventi senza il supporto degli incentivi più consistenti del recente passato. Il governo, dal canto suo, sembra orientato a consolidare un modello di sostegno di più lunga durata, sebbene meno generoso, con l’obiettivo dichiarato di guidare una riqualificazione del patrimonio edilizio che sia al contempo graduale e strutturale.

Prepararsi ai cambiamenti

Per i cittadini che intendono migliorare la propria abitazione, la situazione richiede una meticolosa valutazione delle tempistiche. Avviare un iter progettuale in tempi rapidi, con la certezza di concludere i lavori e sostenere le spese entro la fine del 2025, rimane l’unica strada per beneficiare del Superbonus nella sua attuale vestE. Per coloro i quali, invece, hanno in programma interventi di manutenzione ordinaria o di minore entità, il quadro post-2025 – pur privato degli sgravi più cospicui – continuerà a offrire strumenti deducibili, seppur con aliquote ormai stabilizzate su valori ordinari. La sfida, per il prossimo futuro, consisterà nell’integrare queste misure con una progettualità che tenga conto dei costi energetici e delle nuove tecnologie, in un contesto normativo che appare sempre più volto alla stabilità piuttosto che alla sperimentazione.

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