Stellantis e la crisi del settore automotive in Molise
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Redazione Economia
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TERMOLI. La crisi del settore automotive, che ha colpito duramente lo stabilimento Stellantis di Termoli, ha portato alla proclamazione di uno sciopero nazionale di 8 ore, indetto dalle Segreterie Nazionali di Fim, Fiom e Uilm, con una manifestazione prevista a Roma. Lo stabilimento, che da solo e con il suo indotto dei servizi, offre occupazione a centinaia di cittadini molisani, è al centro di una mobilitazione che coinvolge anche la Uilm Molise e la UilTuCs.
La situazione è resa ancora più critica dalla richiesta di Fismic Confsal, Aqcfr e Uglm di definire meglio le tempistiche per la transizione ecologica, tenendo conto della Net Zero e di misure volte a bloccare l’importazione in dumping di prodotti cinesi. Inoltre, si chiede di incentivare il mercato per favorire l’accesso ai modelli tecnologicamente più evoluti alle fasce sociali meno abbienti e di prolungare i tempi dell’entrata in vigore della decarbonizzazione dei motori.
Carlo Calenda, leader di Azione, ha inviato una lettera ai colleghi e leader delle opposizioni, tra cui Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli e Riccardo Magi, sottolineando la gravità della situazione degli stabilimenti italiani di Stellantis e della componentistica auto collegata. La produzione, infatti, è crollata di un ulteriore 30% nei primi sei mesi dell’anno, dopo un 2023 già disastroso. Calenda ha chiesto un’azione comune per affrontare la crisi dell’automotive, sostenendo lo sciopero dei sindacati del 18 ottobre e proponendo una soluzione condivisa al governo da inserire nella legge di Bilancio.
La risposta delle opposizioni è stata immediata, con il sì di M5s-Avs e la disponibilità del Pd.




