Stellantis, sfide e prospettive per il settore automotive europeo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Da Mirafiori a Pomigliano, il rilancio delle fabbriche italiane passa attraverso due pilastri fondamentali: prodotti e investimenti. I nuovi modelli non mancheranno, come dimostrano i due che arriveranno a Pomigliano d’Arco dal 2028 sulla nuova piattaforma Small dedicata alle citycar. Questi si aggiungeranno alla Pandina che, quando terminerà nel 2030, avrà una sua evoluzione in una nuova versione. A Cassino, invece, si prevede l’arrivo di un’Alfa in più, che si aggiungerà alla nuova Stelvio dal 2025 e alla nuova Giulia dal 2026. Entrambe le vetture saranno elettriche e, probabilmente, avranno due gemelle ibride.

Il settore automotive è stato al centro di un colloquio tra il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il commissario europeo per i Trasporti sostenibili e il Turismo, Apostolos Tzitzikostas. Durante la conversazione, sono state discusse le proposte di revisione contenute nel documento italiano relativo al settore automotive europeo, promosso da Italia e Repubblica Ceca. Questo documento, presentato da Urso in occasione del Consiglio Competitività dello scorso 28 novembre, ha già riscosso un’ampia convergenza da parte dei vari Paesi Ue. L’obiettivo è riesaminare le modalità che accompagneranno il settore automotive verso gli obiettivi di decarbonizzazione fissati per il 2035, rendendoli sostenibili e realisticamente raggiungibili attraverso una tempestiva revisione del regolamento, avendo come bussola la competitività dell’industria europea.

Il ministro Urso ha sottolineato come l’Italia possa cambiare la politica industriale europea, superando le ideologie del green deal e realizzando un approccio pragmatico e realistico, capace di coniugare la sostenibilità ambientale con le esigenze produttive e sociali del sistema industriale italiano. Durante il Tavolo Stellantis, in corso al Mimit, Urso ha ribadito l’importanza di trovare soluzioni concrete per la sopravvivenza dell’auto in Europa.

Un altro tema cruciale è quello delle multe ai produttori auto che non rientrano nelle soglie complessive di emissioni di Co2 nel 2025, principalmente a causa della crisi di vendite di auto elettriche. Questo argomento è stato al centro di una discussione tra i ministri dell’ambiente di Francia, Germania e Italia, senza però giungere a decisioni definitive.

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