Bezos rinuncia agli yacht a Venezia, ma il matrimonio con Sánchez resta uno show globale

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Jeff Bezos, che aveva battezzato il suo mega yacht Koru – "nuovo inizio" in lingua maori –, ha dovuto fare i conti con la realtà veneziana: né la sua imbarcazione da 127 metri, costata 500 milioni, né la nave di supporto Abeona attraccheranno in laguna. Motivo ufficiale: ragioni di sicurezza. Ma è difficile ignorare il contesto, considerando le proteste del fronte «No Space for Bezos», che aveva minacciato azioni dimostrative contro quello che definiscono un "sfoggio di opulenza insostenibile".

Per gli altri sette mega yacht prenotati tra Riva degli Schiavoni, Punta della Dogana e le Zattere – nessuna disdetta è stata comunicata –, le acque restano tranquille. Ma Bezos, pur essendo già in arrivo a Venezia per celebrare le nozze con Lauren Sánchez, ha dovuto ripiegare su soluzioni meno appariscenti. Non solo: anche la location della festa conclusiva è stata spostata dalla Scuola della Misericordia all’Arsenale, scelta presentata come un gesto di riguardo verso residenti e turisti, ma che i contestatori hanno rivendicato come una vittoria. «È un 3-0 a tavolino», ha esultato Tommaso Cacciari, portavoce del movimento.

Intanto, la macchina organizzativa del matrimonio – definibile come un evento più geopolitico che privato – è entrata nel vivo. Oltre novanta jet privati atterreranno tra il 24 e il 25 giugno al "Marco Polo", numeri che eclissano persino il traffico generato dal recente G7. Circa 200 ospiti, tra cui Ivanka Trump e Jared Kushner (con la possibile presenza di Donald Trump Jr.), affolleranno cinque hotel di lusso, taxi acquei e musei prenotati per tour esclusivi.

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