Decreto primo maggio, il governo lavora a salari e tutele per piattaforme e caporalato

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il governo sta mettendo mano al decreto del Primo maggio, un provvedimento – destinato a incidere su diversi fronti del mondo del lavoro – che dovrebbe introdurre misure sia per il sostegno alle famiglie sia per la sicurezza negli ambienti professionali. Tra i punti all’esame, spicca l’intenzione di rafforzare le tutele per alcune categorie particolarmente esposte, come i lavoratori delle piattaforme digitali, senza dimenticare la necessità di contrastare con maggiore efficacia fenomeni quali lo sfruttamento e il caporalato. Nel testo, che si sta definendo in queste settimane, sarebbero previste anche norme per garantire un cosiddetto “salario giusto”, oltre a misure mirate per chi risente di più dell’aumento del costo della vita.

Rinnovi contrattuali e aumenti detassati al 5%

Per recuperare potere d’acquisto – da tempo una priorità dell’esecutivo, anche al fine di incrementare la domanda interna – il decreto Primo maggio rende strutturale la tassazione di vantaggio al 5 per cento sugli aumenti contrattuali del settore privato. Ne beneficerebbero i lavoratori che non abbiano un reddito superiore ai 33mila euro lordi annui. Dopo un biennio di timida ripresa salariale, questa misura cerca di dare respiro alle buste paga, intervenendo direttamente sul prelievo fiscale che grava sugli incrementi negoziati dai sindacati.

Il nodo risorse e il potenziamento dei bonus esistenti

Gli stipendi tornano al centro del dibattito, e con loro la lista dei desideri che accompagna il provvedimento. Tra le ipotesi più concrete figura il potenziamento dei bonus già previsti con l’ultima Manovra di bilancio: si guarda a premi di produzione e fringe benefit, da aggregare in un unico pacchetto di agevolazioni. Tuttavia, il costo di queste novità sulle buste paga non è indifferente. L’attuale contesto geopolitico – che impone a tutti un costo della vita più alto – rischia di erodere ulteriormente il valore reale dei salari, e proprio da questa consapevolezza nasce lo studio di un nuovo pacchetto di bonus e agevolazioni.

Contrattazione collettiva e legge delega sulla “retribuzione giusta”

Il cuore del decreto, come riportato da fonti di stampa, riguarda la contrattazione collettiva. Si tratta di un decreto legislativo pensato per attuare la legge delega sulla “retribuzione giusta”, ribattezzato appunto “Decreto Primo maggio”. L’obiettivo dichiarato è sostenere i salari e stabilizzare i bonus, evitando interventi una tantum e cercando invece di strutturare un sistema di tutele più organico. Resta aperto il nodo delle risorse: le misure in campo costano care, e il governo sta vagliando coperture senza le quali molte delle ipotesi allo studio rischierebbero di restare sulla carta.

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