Piazza Affari arretra tra cedole e geopolitica, lo stacco pesa per quasi un punto percentuale

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il listino milanese archivia la seduta in territorio decisamente negativo, con l’indice Ftse Mib che cede l’1,36% nonostante la forza dei rialzi registrati nella scorsa settimana. A pesare sul barometro delle blue chip, che venerdì aveva messo a segno la quarta settimana consecutiva in positivo (+2,65%) agganciando un nuovo record storico in ottica "total return" (quella configurazione che, per l’appunto, inra i dividendi staccati nel periodo), è innanzitutto un fattore tecnico: lo stacco delle cedole. Otto dei principali gruppi presenti nel paniere hanno infatti proceduto al distacco della quota di utile destinata agli azionisti, un movimento che ha sottratto automaticamente allo spread dell'indice una fetta pari allo 0,77% del valore, anche se altre stime di consenso parlano di un impatto calcolato intorno allo 0,62%, a dimostrazione di come la volatilità di giornata abbia reso difficile una stima univoca del solo effetto meccanico.

Il peso specifico delle otto blue chip

Le società coinvolte in questa tornata di stacchi – ossia Banca Mediolanum, Banco Bpm, Campari, Ferrari, Iveco, Mediobanca, Prysmian e UniCredit – rappresentano un ventaglio trasversale dell’economia nazionale, spaziando dalla finanza al lusso, dalla gastronomia alla tecnologia. L’effetto combinato di queste operazioni, se da un lato riduce il valore teorico dei titoli per il noto meccanismo di aggiustamento al ribasso (visto che chi acquista oggi non percepisce più il dividendo), dall’altro non ha impedito ad alcune di esse di mostrare reazioni contrastanti nel corso della giornata, a riprova di un mercato che cerca di guardare oltre il mero dato contabile. Tuttavia, se lo stacco dei dividendi ha fornito la spiegazione tecnica per gran parte del rosso iniziale, non si può certo imputare a esso la totalità del tonfo pomeridiano, e qui entra in gioco il secondo, e più preoccupante, fronte.

Il vento gelido dal Golfo dell’Oman

L’attenzione degli operatori si è infatti rapidamente spostata verso Oriente, dove le tensioni geopolitiche hanno subito una brusca escalation nel corso del fine settimana. Le forze statunitensi hanno abbordato e sequestrato una nave da carico battente bandiera iraniana nel Golfo dell’Oman, un’azione condotta dopo che il mercantile avrebbe tentato di violare il blocco navale imposto da Washington. Una mossa che non è passata inosservata a Teheran, e che ha gelato immediatamente il sentiment degli investitori già provati dalle incertezze sui rifornimenti energetici. I future sull’Euro Stoxx 50 hanno immediatamente scontato il dato, viaggiando in calo dell’1,4% in apertura, e Piazza Affari non ha potuto fare altro che seguire questa scia, amplificando le perdite iniziali dovute alle cedole.

La retorica della Casa Bianca e i riflessi sulla volatilità

A rendere il clima ancora più teso è stata la consueta, quanto incisiva, reazione verbale del presidente Donald Trump. Rieletto ormai da più di un anno alla Casa Bianca, il leader americano ha alternato dichiarazioni di fiducia circa un possibile accordo – con i negoziatori in viaggio verso nuovi tavoli diplomatici – a minacce esplicite di ritorsioni militari. L’avvertimento, secondo cui le infrastrutture iraniane potrebbero diventare bersaglio di attacchi qualora non si trovi una intesa, ha risvegliato gli spettri dell’ipercomprato che aleggiavano sui listini. L’indice milanese, che veleggiava in territorio di "ipercomprato" da diversi giorni (una condizione che lo rende fisiologicmente più vulnerabile a qualsiasi notizia negativa), ha assorbito i colpi in modo visibilmente nervoso. Se lo slancio necessario per raggiungere i fatidici 50mila punti (i massimi assoluti toccati nell’anno 2000) dovrà necessariamente passare da una distensione in Medio Oriente, il rischio concreto di un ritracciamento tecnico verso la zona dei 45mila punti – andando a chiudere il "gap" lasciato aperto dalle recenti sedute – rimane un’ipotesi tutt’altro che remota per le prossime sedute.

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