DeepSeek, Innovazione o Manovra Geopolitica?
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Redazione Economia
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DeepSeek, il chatbot della Repubblica Popolare Cinese, ha recentemente scatenato un'ondata di discussioni e preoccupazioni nel mondo della tecnologia e della geopolitica. Questo strumento, che si presenta come un parente povero dei più noti ChatGPT e Gemini, ha rapidamente guadagnato popolarità, raggiungendo i primi posti nei download delle app. Tuttavia, la sua improvvisa ascesa ha sollevato sospetti di furto di proprietà intellettuale ai danni di OpenAI, come dichiarato da David Sacks, lo "zar" dell'intelligenza artificiale della Casa Bianca.
La controversia è esplosa quando DeepSeek è stato rimosso dai negozi digitali di Google e Apple in Italia, alimentando ulteriormente le speculazioni. Alcuni analisti, tra cui il noto innovatore Yann LeCun, hanno suggerito che questa mossa potrebbe essere parte di una strategia più ampia della Cina per destabilizzare le imprese tecnologiche statunitensi. LeCun ha invitato a considerare la situazione come una dimostrazione della superiorità dei modelli open source rispetto a quelli chiusi, sottolineando che questi ultimi possono essere migliorati da tutti.
Nel frattempo, Alessandro Aresu, autore di "Geopolitica dell'intelligenza artificiale" e consigliere scientifico della rivista Limes, ha evidenziato il dilemma che l'America di Trump si trova ad affrontare. Isolare la Cina potrebbe infatti danneggiare gli stessi Stati Uniti, creando un complesso scenario di interdipendenze tecnologiche e politiche.
La vicenda ha anche avuto ripercussioni sui mercati finanziari, con un crollo delle azioni legate all'intelligenza artificiale e alla produzione di elettricità.




