Raoul Bova deposita il marchio "occhi spaccanti" per bloccare la diffusione degli audio

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   A tre settimane dalla diffusione degli audio privati che lo hanno coinvolto in uno scandalo mediatico, Raoul Bova ha deciso di passare al contrattacco. L’attore romano, attraverso i suoi legali, ha depositato all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi la richiesta di registrazione della frase «Buongiorno essere speciale, dal sorriso meraviglioso e dagli occhi spaccanti», pronunciata in un messaggio vocale inviato alla modella Martina Ceretti e poi reso pubblico da Fabrizio Corona.

L’obiettivo, come spiegato dall’avvocata Michela Carlo dello studio Bernardini De Pace, è chiaro: impedire che quelle parole, ormai diventate virali, vengano utilizzate senza autorizzazione. «Se otterremo il via libera», ha dichiarato Annamaria Bernardini De Pace, ex suocera e legale di Bova, «nessuno potrà più sfruttare quelle frasi senza il suo consenso, altrimenti si rischieranno sanzioni». Una strategia che, se approvata, potrebbe limitare la circolazione degli audio, finiti al centro di un caso che ha diviso l’opinione pubblica tra chi lo considera una vittima di ricatti e chi invece critica la sua condotta privata.

La vicenda, esplosa dopo la pubblicazione dei messaggi da parte di Corona, ha riacceso il dibattito sul diritto alla privacy e sull’uso distorto dei contenuti personali. Bova, che non ha mai negato l’autenticità delle registrazioni, ha scelto di agire legalmente piuttosto che rilasciare dichiarazioni pubbliche, affidando ai tribunali il compito di stabilire i confini tra diffusione illecita e libertà di espressione.

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