De Luca contro Bonelli: «Portasfiga, salice piangente della politica». La replica di Avs: «Attacchi così neanche da destra»
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Redazione Esteri
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Vincenzo De Luca torna a usare i social per il suo venerdì di fuoco. Il sindaco di Salerno, nella consueta diretta Facebook, sceglie come bersaglio principale Angelo Bonelli, co-portavoce di Alleanza Verdi e Sinistra, e lo fa con un repertorio di epiteti che attinge alla tradizione dialettale e alla letteratura. «Bonelli è il salice piangente della politica italiana», esordisce il primo cittadino, aggiungendo che «basta solo questo nome per spingere tutta la popolazione maschile del nostro Paese a compiere un gesto scaramantico».
Poi la sequenza: «Perché, notoriamente, è un portaseccia in napoletano, un portasfiga in romanesco o, se vogliamo unire l’Italia e utilizzare Manzoni, un mettimale, uno scampaforca».
Il contesto della sortita
L’affondo nasce da lontano e si intreccia con il dibattito interno al centrosinistra. De Luca prende spunto dalla cancellazione del bollo auto decisa dal governo Meloni, che definisce «così scopertamente e spudoratamente clientelare e demagogica da risultare perfino simpatica», per attaccare la risposta dell’opposizione, giudicata inconsistente. Nel mirino finisce anche una fotografia circolata di recente che ritrae alcuni leader del centrosinistra a cena in un ristorante, con Nicola Fratoianni e lo stesso Bonelli in primo piano.
Il sindaco la accosta ironicamente allo scatto storico della conferenza di Yalta con Churchill, Roosevelt e Stalin, liquidandoli come «i grandi della Terra».
Le parole del sindaco di Salerno
Il ragionamento di De Luca si concentra sulla capacità dell’opposizione di comunicare un’immagine credibile. «Voi vi alzate la mattina, prendete un caffè, poi guardate la rassegna stampa: viene fuori Bonelli e il cielo si rabbuia. Lui è uno dei produttori di depressione nazionale», sentenzia nel video. E ancora: «Così si presenta l’opposizione, con l’immagine di Bonelli. E dove vogliamo andare?».
Il riferimento a Lollobrigida, definito «gigante della politica» capace di essere dimenticato grazie all’autogol altrui, completa il quadro di una requisitoria che non risparmia nessuno dei protagonisti del campo progressista.
La solidarietà a Bonelli e le reazioni
La replica dal fronte di Alleanza Verdi e Sinistra non si fa attendere. Francesco Emilio Borrelli, deputato di Avs, e Carlo Ceparano, consigliere regionale di Europa Verde, parlano di «attacchi personali di pessimo gusto, che vanno oltre la politica», e chiedono al Partito Democratico di prendere le distanze. Una presa di posizione arriva anche dal deputato dem Arturo Scotto, che esprime solidarietà a Bonelli e definisce le parole di De Luca «offese personali» e un linguaggio «che non appartiene al Partito democratico».
Non è la prima volta che il sindaco di Salerno ricorre al termine «portaseccia». Già in passato, durante la pandemia, aveva spiegato la locuzione come riferita a «soggetti dotati di poteri oscuri, ereditati da bisnonni e nonni», precisando che si tratta di persone che «stanno male se le cose vanno bene». L’espressione, dunque, appartiene a un repertorio consolidato nella comunicazione deluchiana, che mescola invettiva politica e folklore partenopeo.
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