Trovata morta a Correggio, fermato il convivente: l'uomo confessa l'omicidio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La morte di Daniela Coman, donna romena di 47 anni trovata senza vita mercoledì sera nella sua abitazione a Prato di Correggio, nella bassa reggiana, ha avuto una svolta decisiva con l’arresto del compagno, Peter Pancaldi. L’uomo, 45enne originario della provincia di Modena, è stato fermato nella notte dopo che gli inquirenti, coordinati dalla procura di Reggio Emilia, hanno raccolto elementi sufficienti per accusarlo dell’omicidio.

Pancaldi, difeso dall’avvocato Annalisa Miglioli, durante l’interrogatorio aveva scelto di non rispondere, avvalendosi della facoltà di rimanere in silenzio. Tuttavia, nella notte, le indagini – condotte con l’ausilio di perizie e riscontri ambientali – hanno portato a un’incriminazione formale. Secondo quanto emerso, l’uomo avrebbe poi confessato il delitto, ammettendo di aver strangolato la compagna prima di darsi alla fuga.

Daniela Coman, residente a Sassuolo dove lavorava in un’azienda del settore elettronico, frequentava Pancaldi da alcuni mesi. Il corpo è stato rinvenuto nell’appartamento di proprietà dell’uomo, situato a una quarantina di chilometri dal suo domicilio. Le dinamiche dell’omicidio, ancora in fase di ricostruzione, sembrerebbero legate a una lolla scoppiata tra i due, ma gli investigatori non hanno escluso altre ipotesi.

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