Crescente tensione sindacale in Volkswagen, verso scioperi su larga scala?
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Redazione Economia
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Il gruppo Volkswagen si trova a fronteggiare una crescente tensione sindacale, con il rischio di scioperi su larga scala che incombe sulle sue operazioni in Germania. La disputa ruota attorno alla strategia per ristrutturare il colosso automobilistico, con dirigenti e rappresentanti dei lavoratori che si trovano in disaccordo su come affrontare la situazione. I leader sindacali hanno proposto tagli aggiuntivi ai costi per 1,5 miliardi di euro (circa 1,6 miliardi di dollari) come misura per mantenere aperti gli stabilimenti.
La crisi del Gruppo Volkswagen è ormai nota e sta preoccupando non poco il potere politico tedesco. Si tratta infatti del più grande gruppo tedesco dal punto di vista occupazionale e una sua tenuta è da considerare fondamentale in un momento in cui le ali estreme di destra (AFD) e di sinistra (BSW) mietono consensi elettorali. Ora, però, sembra proprio che si stia avvicinando la definitiva resa dei conti tra vertici aziendali e centrali sindacali.
Il sindacato conferma quanto minacciato alla dirigenza VW: “Da dicembre scioperi di avvertimento”. Lunedì 2 dicembre 2024, il sindacato dei metalmeccanici metterà in pratica le minacce paventate nelle settimane scorse: “Da dicembre scioperi di avvertimento”. Contro i licenziamenti di massa (30 mila persone?) e la chiusura degli stabilimenti (almeno tre?). Parliamo della vertenza in corso con il colosso tedesco sul rinnovo del contratto di lavoro.
Sono arrivati in massa, in seimila secondo IgMetall, e da tutti gli stabilimenti tedeschi, per difendere le loro fabbriche e i loro posti di lavoro.




