Borse europee in rialzo, il petrolio crolla e la tregua Usa-Iran spinge gli acquisti
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Redazione Economia
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La prima seduta di agosto sui mercati finanziari europei si apre con un clima decisamente più disteso, dopo le fibrillazioni che avevano caratterizzato le ultime settimane di luglio. Gli investitori hanno accolto con favore il duplice effetto generato dal fronte mediorientale: da un lato, il dietrofront del presidente degli Stati Uniti Donald Trump su quella che sembrava un'imminente offensiva militare contro l'Iran, dall'altro, la conseguente e immediata flessione del prezzo del petrolio.
Le principali piazze del Vecchio Continente segnano così un avvio positivo, con Milano, Francoforte, Parigi e Londra tutte in territorio ampiamente rialzista, mentre l'attenzione si concentra sugli sviluppi diplomatici e sull'andamento delle materie prime energetiche.
Il dietrofront di Trump e la via diplomatica
Il fulcro della giornata è rappresentato dall'annuncio, arrivato domenica 2 agosto attraverso il social network Truth, con cui il presidente americano ha comunicato la sospensione degli attacchi contro la Repubblica Islamica. Dopo le minacce di venerdì, che avevano incluso l'invito ai cittadini statunitensi a lasciare il Medio Oriente per una possibile escalation, la Casa Bianca ha compiuto un'ennesima inversione a U, aprendo a un negoziato che potrebbe portare alla firma di un accordo.
La condizione posta da Trump è chiara: «Raggiungere rapidamente un accordo» che includa la piena e immediata riapertura dello Stretto di Hormuz e la fine della minaccia nucleare iraniana. Il presidente ha dichiarato che gli Stati Uniti sono pronti ad agire con una forza senza precedenti, ma che, su richiesta di Teheran e di altri Paesi della regione, ha acconsentito ad annullare l'operazione militare, con il sostegno di Israele.
Petrolio in picchiata: il mercato tira un sospiro di sollievo
La prospettiva di un dialogo tra Washington e Teheran ha immediatamente scaricato le tensioni sul prezzo del greggio. Dopo aver chiuso luglio con il maggiore rialzo mensile da marzo, il petrolio ha subito un crollo verticale: i contratti sul Brent con scadenza a ottobre hanno accusato un calo del 7,5% attestandosi a 83,5 dollari al barile, mentre il Wti per settembre è scivolato del 5,85% a 79,7 dollari.
La flessione è stata alimentata anche da un altro fattore: domenica, l'Opec+ ha approvato un nuovo aumento produttivo di 188 mila barili al giorno a partire dal 1 settembre, il sesto incremento mensile consecutivo, che ha ulteriormente raffreddato i timori degli investitori riguardo alle interruzioni dell'approvvigionamento energetico. Il gas naturale, scambiato ad Amsterdam, ha seguito la stessa tendenza, scendendo a 56 euro al megawattora con un ribasso del 5%.
Piazza Affari e l'andamento dei settori
Sul listino di Milano, l'indice Ftse Mib si è portato in rialzo dello 0,8%, mostrando dinamiche contrastanti tra i vari comparti. In cima alle classifiche si sono piazzati titoli come Diasorin, che ha guadagnato terreno grazie alle promozioni degli analisti dopo i conti semestrali, insieme a Buzzi, Stellantis, Ferrari e Avio.
Il comparto assicurativo ha visto Unipol in forte rialzo dopo una fiammata iniziale, mentre il settore bancario ha viaggiato a velocità diverse: Banco Bpm e Intesa Sanpaolo hanno registrato progressi, mentre Mps è rimasta invariata e Mediobanca ha subito un leggero ribasso. In netta controtendenza, le società del comparto energetico hanno pagato lo scotto del crollo del greggio: Eni ha chiuso in coda al listino, evidenziando una flessione di oltre due punti percentuali, insieme agli altri colossi del settore come TotalEnergies, Shell e BP.
Il quadro macro e la stagione delle trimestrali
Ad alimentare l'ottimismo degli investitori contribuisce anche il contesto macroeconomico: il calo del petrolio è visto come un fattore in grado di raffreddare le pressioni inflazionistiche, riducendo i costi energetici per imprese e famiglie e offrendo margini di manovra alle banche centrali. In questa settimana che si apre oggi, i riflettori sono puntati anche sui dati sul mercato del lavoro statunitense di luglio, in particolare sull'aumento dei nuovi occupati e sul tasso di disoccupazione.
A tenere banco, inoltre, prosegue la stagione degli utili: negli Stati Uniti, oltre la metà delle società dello S&P 500 ha già pubblicato i risultati del semestre, mentre in Europa il calendario vede protagoniste diverse banche italiane come Banco BPM, BPER e MPS, insieme a grandi gruppi assicurativi come Generali e Allianz.
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