Furti di orologi di lusso in Costa Azzurra, il “colpo” da duecentomila euro e i tre arresti nel Napoletano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Tre individui, due uomini e una donna originari rispettivamente di Napoli e Casoria, sono finiti in manette nella mattinata di ieri a seguito di un’operazione coordinata dalla Squadra Mobile partenopea. L’accusa, formalizzata nell’ambito di mandati di arresto europei emessi dall’Autorità Giudiziaria francese, è quella di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti di orologi di lusso sul territorio transalpino. La loro presunta "trasferta" criminosa, che li aveva portati sulla celebre Croisette di Cannes, avrebbe dovuto fruttare un bottino particolarmente ambito: un Richard Mille dal valore stimato di circa 200mila euro, sottratto dal polso di un turista di nazionalità russa lo scorso 21 aprile 2025.

Un piano collaudato e la tecnica della “distrazione”

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti – che hanno potuto contare sulla stretta collaborazione tra il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e la Gendarmerie francese – il modus operandi del gruppo ricalca uno schema già più volte riscontrato in simili contesti internazionali. La dinamica del furto, avvenuto esattamente un anno fa, rivela una ripartizione precisa dei ruoli. La donna, una cinquantenne di Casoria (ora ristretta nel carcere di Secondigliano), avrebbe avuto il compito di avvicinare la vittima per distrarla con un pretesto, creando così il varco necessario ai due complici. Questi ultimi, bloccando il braccio del malcapitato, gli avrebbero sfilato il prezioso cronografo per poi dileguarsi. Una tecnica che, sebbene rapida, non è bastata a evitare l’identificazione da parte delle autorità.

Dettagli e sviluppi giudiziari dell’inchiesta

L’indagine, che ha portato all’esecuzione dei provvedimenti restrittivi nelle abitazioni dei sospetti tra Napoli e provincia, ha dunque permesso di fare chiarezza su un episodio di cronaca che aveva destato preoccupazione nelle località balneari francesi, da tempo nel mirino delle bande specializzate in reati contro il patrimonio dei villeggianti facoltosi. I due uomini, rispettivamente di 55 e 52 anni, sono stati tradotti nel carcere di Poggioreale, dove rimarranno a disposizione delle autorità giudiziarie francesi per le procedure di estradizione. L’accusa di associazione per delinquere, contestata a tutti e tre, non si basa esclusivamente sul singolo episodio di Cannes, ma presuppone l’esistenza di un’organizzazione strutturata dedita a colpi simili, anche se al momento non risultano collegamenti certi con altri furti avvenuti in precedenza sulla Costa Azzurra.

L’impegno nella cooperazione internazionale

L’intervento della Squadra Mobile di Napoli su specifica richiesta della polizia francese dimostra, ancora una volta, l’efficacia dei meccanismi di cooperazione giudiziaria tra i due paesi, soprattutto quando si tratta di contrastare il fenomeno delle “bande del turismo”. I tre arrestati, la cui posizione è ora al vaglio della magistratura, hanno agito nella primavera del 2025, un periodo in cui la Costa Azzurra si riempie di visitatori abbienti e quindi particolarmente esposti a questo genere di insidie. Il valore dell’orologio – un Richard Mille di duecentomila euro – spiega da solo l’attrattiva di questi colpi. Resta ora da verificare, nel prosieguo delle indagini, se lo stesso sodalizio possa essere ritenuto responsabile di altri episodi simili, anche se per il momento le accuse si concentrano esclusivamente sul raid del 21 aprile.

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