Ricina, Di Vita ammette il tradimento e indica l'amante. Il giallo dei pc rubati e dell'incendio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   C'è un verbale a sito, firmato da Gianni Di Vita, che mette nero su bianco il motivo della crisi coniugale con Antonella Di Ielsi. L'uomo, marito e padre delle due vittime della ricina, ha risposto «Sì, ho tradito mia moglie» alla domanda netta degli inquirenti. L'ammissione, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, è arrivata a fatica, dopo diverse audizioni, e Di Vita ha fatto anche il nome dell'amante, una donna sposata con un uomo che è stato interrogato più volte nel corso dell'inchiesta.

Un messaggio del 2018 e l'incontro del 22 dicembre

Che la coppia fosse in crisi, Antonella lo aveva confidato a qualcuno. In un messaggio WhatsApp risalente al 2018, trovato dalla Mobile nel suo cellulare, la donna chiedeva a un'amica: «Aiutami a trovare un avvocato divorzista». Convocata in Questura, questa amica sulle prime non aveva confermato la circostanza, facendolo solo dopo essere stata indagata per favoreggiamento.

C'è dell'altro: il marito dell'amante di Di Vita avrebbe incontrato Antonella il 22 dicembre, scambiando con lei anche dei messaggi, dunque il giorno prima della data più probabile dell'avvelenamento, fissata al 23.

Il furto di sette computer a Casacalenda

In questa inchiesta senza indagati i misteri si moltiplicano, a partire dal furto di sette computer avvenuto a marzo al liceo di Casacalenda, istituto dove insegna una cugina di Gianni Di Vita, ascoltata più volte dagli inquirenti e raggiunta dalla perquisizione informatica disposta dalla Procura di Larino. Un colpo che appare mirato, avvenuto all'incirca negli stessi giorni in cui dal Centro antiveleni di Pavia veniva comunicata la presenza della ricina nei corpi di Antonella e Sara.

Almeno due computer sarebbero stati presi, durante l'orario scolastico, in un'aula, gli altri in una seconda aula; l'accaduto era stato denunciato ai carabinieri.

L'incendio doloso nella scuola accanto

Nel corso del sopralluogo al liceo è emerso un altro elemento. Un vicino istituto andò a fuoco a giugno: il rogo, di natura dolosa, fu favorito da una finestra aperta, senza contare che l'impianto elettrico era stato appena rimesso a nuovo. Le fiamme carbonizzarono una scuola elementare costruita proprio dove, durante il terremoto del 2002 che sconvolse queste zone, era crollata un'altra primaria.

Le ricerche online e il rapporto atteso dall'Fbi

A indirizzare le indagini sono soprattutto le ricerche online emerse nei mesi scorsi, fatte da un ignoto interessato all'acquisizione, alla lavorazione e alla somministrazione del veleno. Gli investigatori attendono dall'Fbi un rapporto sull'origine degli indirizzi digitali da cui erano partite le consultazioni sulla ricina. Le perquisizioni nelle scuole molisane hanno riguardato quattro istituti in quattro giorni, con l'acquisizione dei dati dei server centrali e, a Casacalenda, anche la copia forense di un notebook trovato in un'aula.

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