Grosso: “L’Italia deve alzare il livello con l’energia dei giovani, Esposito ne è la prova”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’Italia di Gennaro Gattuso è caduta, in maniera piuttosto netta, sotto i colpi di una Norvegia riemersa dopo un primo tempo di sostanziale controllo azzurro. Al Meazza, il risultato che pesa come un macigno è quel 1-4 in favore della formazione scandinava, maturato in una frazione di gioco, la seconda, in cui gli ospiti hanno mostrato un’aggressività e una determinazione che hanno completamente ribaltato le sorti dell’incontro, segnando quattro reti dopo essere passati in svantaggio. Tra le poche luci, in una serata opaca, si è distinto il gol di Pio Esposito, un bagliore di talento in un contesto altrimenti grigio.

La riflessione di Fabio Grosso

Fabio Grosso, intervenuto ai microfoni di Radio Anch’io Lo Sport, ha analizzato la situazione della nazionale, concentrandosi proprio sul giovane attaccante. “Esposito? Giovane e forte, protagonista nell’Inter e nella Nazionale”, ha esordito il tecnico del Sassuolo, il quale ha aggiunto che il calciatore rappresenta “una cosa bella del nostro calcio”, un elemento che “ci deve dare spunti importanti perché diciamo sempre che necessitiamo di ragazzi nuovi e invece ci sono”. Secondo la sua visione, che delinea un percorso obbligato, “deve esserci voglia di dare loro delle opportunità per provare a ricostruire qualcosa di bello”, dato che “quel che sta accadendo ci dice che dobbiamo alzare il livello e lo facciamo mettendo dentro energia fresca e ragazzi che ambiscono a palchi importanti”.

Il superamento dei paragoni con il passato

In un successivo intervento su Rai Radio 1, Grosso è tornato sul tema, marcando con decisione la necessità di voltare pagina rispetto a un glorioso, ma ormai lontano, passato. “Sta iniziando ora ad affacciarsi ad alti livelli con l’Inter e con la Nazionale”, ha ribadito riferendosi a Esposito, sottolineando come il giovane sia “la dimostrazione del fatto che in giro ce ne sono” di talenti pronti a emergere. La sua critica, tuttavia, si è focalizzata su un atteggiamento mentale che ritiene controproducente: “I giovani devono essere messi nelle condizioni di potersi esprimere, facendo continui paragoni con il passato e con la Nazionale del 2006 sicuramente non li aiutiamo e non aiutiamo il nostro sistema”. Una posizione netta, la sua, che invita a guardare avanti senza il fardello di un confronto che, per quanto legittimo, rischia di paralizzare il presente.

La sconfitta e il contesto

La pesante sconfitta casalinga, del resto, ha creato un quadro di difficoltà oggettiva per la squadra azzurra, la quale, al netto di una reazione mancata, si è trovata di fronte a una situazione di svantaggio reti quasi impossibile da ribaltare nell’immediato. L’obiettivo, che non era di segnare un numero irrealistico di gol ma di mostrare almeno un differente orgoglio e un cuore diverso, è mancato, lasciando la nazionale con una consapevolezza minore in vista dell’appuntamento di marzo, quando tenterà, per la terza occasione consecutiva, di ottenere l’accesso alla fase finale del Mondiale attraverso il percorso degli spareggi.

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