Valanga sulla Marmolada, soccorsi in azione per una persona coinvolta

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un distacco valanghivo di notevole entità ha segnato il pomeriggio di sabato 7 febbraio 2026 sul versante trentino della Regina delle Dolomiti. Verso le ore 16.16, in località Punta Rocca, una massa compatta di neve si è mossa improvvisamente lungo il pendio, travolgendo almeno una persona, come riferito dai primi soccorsi intervenuti sul posto. L'allarme, lanciato dalla centrale operativa di Trentino Emergenza, ha immediatamente attivato le squadre specializzate dell'Aiut Alpin, impegnate in operazioni di ricerca che proseguono senza sosta, non essendovi ancora la certezza che la persona coinvolta sia l'unica presente nella zona al momento dell'evento. L'episodio, che si aggiunge ad altri simili verificatisi nella stessa giornata in Trentino, riaccende i riflettori sulla pericolosità della montagna in un periodo in cui le condizioni del manto nevoso, soggetto a repentine variazioni termiche, possono celare insidie anche per gli escursionisti più esperti.

La valanga di Forcella Ceremana e il soccorso a Bellamonte

Poche ore prima, infatti, la stessa catena alpina era già stata teatro di un altro grave incidente. Intorno alle 12.30, nel settore di Forcella Ceremana, al confine tra la Val di Fiemme e San Martino, una valanga si è staccata lungo il canale che scende verso il lago di Paneveggio, coinvolgendo quattro scialpinisti residenti in Primiero, tutti di età compresa tra i trenta e i quarant'anni. Uno di loro, rimasto illeso, è riuscito a dare l'allarme tramite il Numero Unico per le Emergenze 112, consentendo un intervento tempestivo dei soccorritori. I quattro, travolti dalla slavina in un'area all'interno del Parco Naturale Paneveggio - Pale di San Martino, sono stati tutti estratti vivi dalla massa nevosa, sebbene con condizioni di salute molto diverse tra loro.

Le condizioni dei feriti e il ricovero in ospedale

Le operazioni di trasporto verso valle e di primo soccorso hanno permesso di stabilire rapidamente la gravità delle lesioni riportate. Uno degli sciatori, in particolare, versa in condizioni cliniche gravissime ed è stato trasferito d'urgenza all'ospedale Santa Chiara di Trento, dove è ricoverato sotto osservazione intensiva. Un secondo uomo, pur in stato grave, sembra non correre un pericolo immediato per la vita, mentre i restanti due componenti del gruppo hanno riportato solo ferite di lieve entità, che non hanno necessitato di trattamenti ospedalieri prolungati. La dinamica precisa dell'incidente, così come le cause che hanno portato al distacco della valanga, sono al centro delle valutazioni tecniche delle autorità competenti.

Il contesto delle inchieste e la sicurezza in montagna

Episodi come questi, che vedono il susseguirsi di più distacchi nell'arco di poche ore nella stessa regione, portano inevitabilmente a riflettere sulla prevenzione e sulla valutazione del rischio in ambiente alpino. Le forze dell'ordine e gli enti gestori delle aree protette, spesso chiamati a ricostruire gli eventi per accertare eventuali responsabilità, sottolineano l'importanza di consultare sempre i bollettini meteonivologici e di adottare un equipaggiamento adeguato, che includa senza eccezioni l'artva, la pala e la sonda. L'attività di soccorso in alta quota, condotta in condizioni meteorologiche spesso avverse e con il costante pericolo di ulteriori distacchi, rimane un'operazione complessa che impegna risorse significative, umane e tecniche, il cui dispiegamento rapido può fare la differenza tra la vita e la morte per coloro che vengono travolti.

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