Tragedia sulla Marmolada, muore travolto da una valanga lo scialpinista Alex Farronato

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un grande amante della montagna in tutte le stagioni, Alex Farronato, non mancava mai di ribadire la sua passione sui profili social, dove decine di immagini lo ritraevano nel suo elemento naturale, specialmente d’inverno, quando con sci, casco e l’immancabile Gopro si lanciava lungo i pendii. Quella passione per lo scialpinismo, che costituiva il nucleo centrale della sua vita, gli è stata purtroppo fatale sul versante trentino della Marmolada, dove sabato pomeriggio, mentre guidava un gruppo di amici in un’escursione fuoripista, la neve è franata improvvisamente sotto i suoi sci, travolgendolo senza lasciargli scampo.

Il cordoglio e la ferita per la scomparsa

La notizia della morte del 41enne imbianchino di Romano d’Ezzelino ha scatenato un’ondata di dolore, che va ben oltre i confini del suo Comune natale, toccando profondamente l’intero mondo dello scialpinismo e degli sport invernali. Molti di coloro che lo seguivano online hanno espresso il proprio cordoglio, lasciando messaggi diretti alla famiglia – a mamma Anna, a papà Daniele e alla sorella Marlene – mentre numerosi siti specializzati dedicati alla montagna hanno rilanciato la triste notizia, ricordandone la figura di appassionato assiduo e competente. Una perdita, la sua, che ha creato un vuoto palpabile tra chi condivideva quelle stesse cime innevate, spesso percorse con lo stesso spirito di sfida e di rispetto.

Un fine settimana nero per la montagna trentina

Quella che ha coinvolto Farronato non è stata l’unica valanga a stagliarsi, come un cupo monito, sul finire della settimana in Trentino. Poche ore dopo, infatti, nella tarda mattinata di domenica, un nuovo distacco di neve in Val Lasties ha sepolto un altro scialpinista, che è stato fortunatamente estratto vivo dai soccorritori dell’Aiut Alpin Dolomites, riportando una frattura a una gamba e venendo trasportato in ospedale a Bolzano. Due episodi distinti, ma accomunati dalla medesima dinamica e da un bilancio complessivo che, includendo la tragedia di Farronato, assume contorni ancor più drammatici, se si considera che nello stesso sabato ha perso la vita anche un altro esperto del settore.

Un altro lutto che scuote il Primiero

Poco distante, infatti, sui versanti del Lagorai sopra Forte Buso, un’altra valanga ha stroncato la vita di Ettore Turra, quarantenne del Primiero, lasciando nello sconcerto la compagna Carolina, i figli e l’intera cerchia di amici e conoscenti, molti dei quali hanno partecipato direttamente alle ricerche dopo la segnalazione di allarme. La sua scomparsa, definita da chi lo conosceva come quella di una persona buona e rispettosa, viene pianta in queste ore da una valle intera, che si prepara a dargli l’ultimo saldo domani pomeriggio a Tonadico. Due storie parallele, quelle di Farronato e Turra, che si intrecciano in una medesima, tragica conclusione, segnando un fine settimana in cui la montagna invernale ha mostrato il suo volto più insidioso e impietoso.

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