Bastoni: "Conte è stato il mio Pippo Baudo, lasciare l'Atalanta mi ha salvato"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Alessandro Bastoni, oggi pilastro dell’Inter e della Nazionale, ha ripercorso le tappe decisive della sua carriera durante la sua apparizione a Supernova, il podcast di Alessandro Cattelan. Tra aneddoti e riflessioni, il difensore ha svelato retroscena inediti, a cominciare dall’esordio in serie A con l’Atalanta sotto la guida di Gian Piero Gasperini. «Avevo 17 anni, andò bene, ma finii nel dimenticatoio», ha raccontato, senza nascondere una punta di amarezza. Quell’esperienza, però, gli insegnò una lezione cruciale: «Quando resti dove sei cresciuto, sarai sempre il ragazzino del vivaio. Andare via è stata la mia salvezza».

Il trasferimento all’Inter nell’estate del 2017 segnò la svolta. Ma fu Antonio Conte, arrivato nel 2019, a plasmarne il talento. «Mi considerava importante, mi chiese di restare quando pensavo di partire», ha ammesso Bastoni, paragonando l’ex tecnico a Pippo Baudo per la capacità di «lanciare» le carriere. Un ruolo, il suo, che nel 3-5-2 nerazzurro si è evoluto: non più semplice difensore, ma regista arretrato, abile negli inserimenti e nella costruzione del gioco.

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