Bastoni: "Conte è stato il mio Pippo Baudo. Lasciare l'Atalanta mi ha salvato"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Alessandro Bastoni, oggi pilastro dell’Inter e della Nazionale, ha ripercorso alcuni snodi decisivi della sua carriera durante la sua apparizione a Supernova, il podcast di Alessandro Cattelan. Tra aneddoti e riflessioni, il difensore ha svelato retroscena che hanno segnato il suo percorso, a partire dall’esordio in serie A con l’Atalanta sotto la guida di Gian Piero Gasperini. Un debutto promettente, a soli 17 anni, che però non gli evitò di finire ai margini della squadra bergamasca.

«Nonostante l’esordio fosse andato bene, sono stato buttato nel dimenticatoio senza capirne il motivo», ha raccontato Bastoni, che nel 2017 – ancora minorenne – decise di accettare l’offerta dell’Inter. Una scelta sofferta ma necessaria: «Quando resti nel club dove hai fatto il settore giovanile, sei sempre il ragazzino. Andare via è stata la mia salvezza». Un passaggio che gli permise di trovare spazio e maturare, prima in prestito al Parma e poi sotto la gestione di Antonio Conte a Milano.

Proprio Conte, oggi allenatore del Napoli, è stato una figura chiave per la sua crescita. Bastoni lo ha definito con un paragone inaspettato: «È stato il mio Pippo Baudo», ha detto, alludendo alla capacità del tecnico di convincerlo a rimanere nonostante le incertezze. «Volevo andarmene, ma lui mi chiese di restare». Quella fiducia si è trasformata in un rapporto professionale che ha contribuito a trasformarlo in uno dei migliori difensori del calcio italiano, capace di distinguersi sia in fase difensiva che nell’impostazione del gioco.

Oggi, a 25 anni, Bastoni è un punto fermo per Simone Inzaghi, che lo utilizza come perno del 3-5-2 nerazzurro, e per Luciano Spalletti in azzurro. Le sue dichiarazioni hanno però acceso i riflettori anche su un altro tema: il divario tra ciò che è giusto e ciò che è opportuno. «A volte la differenza è sottile, ma fa la differenza», ha spiegato, senza scendere in dettagli ma lasciando intendere come alcune scelte, pur difficili, si siano rivelate decisive.

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