Veleni sul caso Manuela Murgia: la famiglia smentisce l’ex fidanzato e rilancia le accuse
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Redazione Interno
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A distanza di quasi trent’anni dalla morte di Manuela Murgia, il caso riemerge con nuove tensioni e accuse incrociate. Enrico Astero, l’ex fidanzato della 16enne – oggi 54enne e indagato per omicidio – avrebbe dichiarato attraverso il suo avvocato di essere stato insultato dalla madre della ragazza, sostenendo di averla incontrata. Una versione che i familiari di Manuela respingono con fermezza: «Nostra madre non l’ha mai visto», ribadiscono, sottolineando come quelle parole alimentino solo un clima già carico di sospetti.
La vicenda, archiviata due volte come suicidio nonostante il parere contrario della famiglia, ha trovato una svolta dopo una nuova perizia e il ritrovamento, lo scorso aprile, degli indumenti della giovane nell’istituto dismesso di medicina legale di via Porcell. A occuparsi delle analisi, consulenti di rilievo nazionale, già impegnati in casi come quelli di Yara Gambirasio e Chiara Garlasco. «Manuela non si è lanciata nel vuoto», insistono i fratelli, convinti che la ragazza sia stata vittima di violenza. «Di quell’uomo non sappiamo nemmeno che faccia abbia», aggiungono, riferendosi ad Astero, la cui posizione è tornata sotto i riflettori dopo decenni di silenzio giudiziario.
Il 5 febbraio 1995, il corpo senza vita di Manuela era stato ritrovato nella gola di Tuvixeddu, a Cagliari. Un luogo che per la famiglia rappresenta l’inizio di una battaglia mai interrotta. Due i tentativi di riaprire le indagini, nel 2012 e nel 2024, prima che le recenti scoperte dessero concretezza ai dubbi. La sorella ricorda una ragazza piena di progetti, con il sogno di diventare parrucchiera come il fidanzato di cui parlava spesso. «Era il classico amore da favola», racconta, «ma poi aveva cominciato a piangere sempre più frequentemente. Lui le dava appuntamenti e non si presentava».




