Dacia, la gamma 2026 si allarga tra novità tecniche e una trazione integrale inedita
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Redazione Economia
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Si parte dal Malaga, dove Dacia ha scelto di presentare un rinnovamento profondo della propria linea, un aggiornamento trasversale che tocca ciascun modello in catalogo con l’obiettivo dichiarato di consolidare una crescita che nel 2025 ha visto il marchio romeno superare la soglia dei 10 milioni di veicoli venduti dall’anno del suo debutto sul mercato, una cifra che da sola spiega la portata di un fenomeno industriale ormai maturo. La quota del 7,9 per cento nel retail europeo, che vale al brand il secondo posto assoluto tra i privati, poggia su una strategia che non si limita più al solo rapporto tra prezzo e dotazione, ma che oggi incrocia l’innovazione tecnica con la concretezza delle soluzioni adottate, a partire dalla nuova architettura dei motori e dall’arrivo di cambi automatici su alimentazioni un tempo riservate al solo utilizzo manuale -1.
Sandero Stepway e l’inedita motorizzazione GPL automatica
Il cuore pulsante di questa offensiva è la Sandero Stepway, modello che da solo rappresenta una fetta consistente del successo del marchio in Italia, dove nel 2025 si è confermata tra le regine delle vendite ai privati grazie a una formula che abbina la lunghezza di 410 centimetri a un bagagliaio capiente, un mix che piace alle famiglie alla ricerca dell’ultima segmento B ancora fedele al GPL. La novità per il 2026 risiede nel nuovo propulsore Eco-G 120, un tre cilindri 1.2 turbo che eroga 120 cavalli e che, novità assoluta per la bifuel romena, può essere abbinato a un cambio automatico a doppia frizione EDC a sei rapporti, una soluzione tecnica che aumenta il comfort di guida senza tradire la filosofia del risparmio, anzi potenziandola grazie a un serbatoio per il gas passato da 40 a quasi 50 litri di capacità -2-4. Il risultato, in termini di autonomia complessiva tra benzina e GPL, sfiora i milleseicento chilometri, un dato che trasforma una citycar dalle vocazioni urbane in una viaggiatrice instancabile capace di affrontare le lunghe percorrenze con costi di gestione ridotti all’osso, un argomento decisivo per chi conta i centesimi al chilometro -3.
Design funzionale e interni digitali per tutte le versioni
Dal punto di vista stilistico, il restyling della famiglia Sandero, che comprende sia la variante Streetway sia la più muscolosa Stepway, introduce una firma luminosa a LED che disegna una T rovesciata nel frontale, collegata alla calandra da una linea di puntini bianchi che rafforza l’identità del marchio, mentre al posteriore fari sempre a LED con effetto pixel donano un aspetto più moderno e riconoscibile alla vettura. Salendo a bordo, l’evoluzione è se possibile ancora più marcata: debutta un quadro strumenti digitale da sette pollici, affiancato da un display centrale touch da dieci pollici per il sistema multimediale, il tutto impreziosito da nuovi rivestimenti e dal sistema YouClip che permette di agganciare accessori in vari punti dell’abitacolo, una di quelle soluzioni intelligenti che Dacia sa rendere semplici ed efficaci -5-6. La qualità percepita cresce, e non si tratta solo di estetica: l’adozione del materiale Starkle, una plastica riciclata non verniciata, per le protezioni dei passaruota e dei paraurti aumenta la resistenza ai graffi e riduce l’impatto ambientale, una scelta coerente con un’idea di automobile che deve durare nel tempo senza pretese di lusso fine a se stesso -2-4.
La gamma si completa con Spring, Duster, Bigster e la nuova ibrida
Guardando al resto della famiglia, la Dacia Spring, citycar elettrica che ha fatto della convenienza la sua bandiera, si presenta con una batteria dalla chimica litio-ferro-fosfato, una primizia per il gruppo Renault, che alimenta due motori da 70 e 100 cavalli, sostituendo i meno performanti propulsori precedenti e garantendo ora un’autonomia di circa 225 chilometri, con la possibilità di ricarica rapida in corrente continua fino a 40 kW per le versioni più accessoriate, un dettaglio non trascurabile per chi vive in città ma ogni tanto si allontana -1-9. Per Duster e Bigster, invece, l’innovazione più interessante risponde al nome di Hybrid-G 150 4x4, un sistema che unisce la doppia alimentazione benzina-GPL a un modulo mild-hybrid da 48 volt e a un motore elettrico posteriore dedicato: il risultato è una trazione integrale priva dell’ingombrante albero di trasmissione centrale, con il propulsore elettrico che si occupa di muovere le ruote posteriori quando serve, garantendo capacità off-road e al contempo la possibilità di viaggiare in elettrico puro fino a 140 chilometri orari, una soluzione tecnica tanto ingegnosa quanto efficace per chi non vuole rinunciare alla versatilità del GPL -1-5. Chiude il quadro la Jogger, la sette posti della gamma, che ora può contare anch’essa sul nuovo motore Eco-G 120 da 120 cavalli e sulla versione full hybrid 155, un sistema che promette di viaggiare in città in modalità elettrica fino all’ottanta per cento del tempo, abbassando consumi ed emissioni in modo significativo rispetto al passato -8. La strategia di Dacia, in estrema sintesi, appare chiara: non abbandonare le alimentazioni tradizionali che ne hanno decretato il successo, ma integrarle con elettrificazione e tecnologie ibride, ampliando la gamma per coprire ogni segmento e ogni esigenza di mobilità, sempre con l’accessibilità economica come stella polare.




