Omicidio di Sergiu Tarna, un arresto per il complice del vigile
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Redazione Interno
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Nella notte di San Silvestro, quando la riviera del Brenta era immersa nel brusio dei festeggiamenti, si è consumato un delitto che ha scavato un solco profondo. Sergiu Tarna, un barman moldavo di venticinque anni, è stato ucciso con un colpo di pistola esploso a brevissima distanza, in un campo agricolo di Malcontenta, frazione del comune veneziano di Mira. Il suo Corpo è stato rinvenuto sul ciglio della strada nelle prime ore dell’ultimo giorno dell’anno, una scoperta che ha dato immediatamente il via a un’indagine complessa, coordinata dalla procura di Venezia e condotta con meticolosità dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale. Le indagini, che si sono concentrate dapprima su un uomo in divisa, hanno ora allargato il proprio perimetro includendo una nuova figura, ritenuta fondamentale per la ricostruzione dell’accaduto.
L’arresto del 38enne di Spinea
Proprio in queste ore, i militari hanno eseguito un mandato di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 38enne residente a Spinea, nel Veneziano. L’uomo, le cui generalità sono al momento custodite nelle carte dell’inchiesta, è stato tratto in arresto con l’accusa di concorso nell’omicidio Tarna. I magistrati, nel richiedere la misura cautelare, hanno sottolineato come essa appaia necessaria “per il pericolo di reiterazione del reato”, motivazione che trae origine da una valutazione della personalità dell’indagato, descritta dalle fonti inquirenti come “priva di freni inibitori”. L’arrestato, che vanta un curriculum di precedenti di polizia, è ora rinchiuso nel carcere di Venezia, in attesa che gli investigatori chiariscano del tutto il suo ruolo nella vicenda e i moventi che hanno portato all’esecuzione del giovane.
Il primo fermo e il quadro investigativo
La rete dell’inchiesta, che si sta stringendo progressivamente, aveva già registrato un altro arresto decisivo solo pochi giorni dopo il ritrovamento del. Lo scorso 6 gennaio, infatti, i carabinieri avevano fermato Riccardo Salvagno, un agente della polizia locale di quarant’anni, indicato come il presunto esecutore materiale del delitto. Il vigile urbano, la cui posizione è ovviamente separata da quella del nuovo arrestato, si trova attualmente agli arresti, accusato di essere colui che ha materialmente premuto il grilletto. L’azione coordinata delle forze dell’ordine sta dunque dipanando una matassa i cui fili conducono a due individui, le cui vicende personali e i cui rapporti con la vittima sono al centro degli accertamenti. Le domande alle quali si cerca risposta sono molte, a partire dalla dinamica che ha condotto i due uomini in quel campo isolato nella notte di Capodanno.
La vittima e il lavoro degli investigatori
Sergiu Tarna, come accennato, lavorava come barman, una vita condotta lontano dal suo paese d’origine, la Moldavia, e spezzata in maniera violenta e insensata. Gli inquirenti, i quali non hanno rilasciato dichiarazioni di dettaglio per non compromettere le indagini ancora in corso, stanno vagliando ogni possibile ipotesi, incrociando dati tecnici, testimonianze e riscontri oggettivi. Il ritrovamento del in un’area periferica, la modalità estrema dell’esecuzione e, non da ultimo, il coinvolgimento di un pubblico ufficiale, hanno reso il caso di particolare complessità, sollecitando un’attenzione massima da parte degli organi giudiziari. Quel che è certo, al di là delle speculazioni che spesso accompagnano fatti di cronaca nera di tale efferatezza, è che il lavoro investigativo procede senza sosta per fare piena luce su ogni aspetto della tragedia.




