Anak Krakatau erutta, riapre l’aeroporto di Giacarta dopo tre giorni
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Redazione Esteri
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L’Anak Krakatau è tornato a eruttare e, dopo tre giorni di pesanti disagi al traffico aereo, l’aeroporto internazionale di Giacarta ha riaperto insieme ad altri quattro scali indonesiani. Il vulcano, situato a circa 150 chilometri dalla capitale, ha ripreso la propria attività tra venerdì e sabato, producendo ceneri e lapilli e una colonna di fumo grigio che ha spinto le autorità a fermare i voli in otto aeroporti. In tre giorni quasi 3.000 collegamenti sono stati rinviati o cancellati, con conseguenze per oltre 340mila passeggeri. Lunedì notte il ministero dei Trasporti indonesiano ha quindi annunciato la ripresa delle operazioni nello scalo principale della capitale e in altri quattro aeroporti.
Anak Krakatau, ceneri e lapilli fermano migliaia di voli
L’eruzione dell’Anak Krakatau ha illuminato la notte con una fiammata, seguita da una pioggia di ceneri e lapilli e dalla formazione di una colonna di fumo grigio. Le conseguenze si sono estese rapidamente al trasporto aereo dell’area di Giacarta e dell’isola di Giava, dove diversi aeroporti sono stati chiusi per la presenza delle ceneri prodotte dal vulcano. In meno di due giorni rinvii e cancellazioni avevano già coinvolto più di 270mila passeggeri, mentre il bilancio riferito all’arco di tre giorni è salito a oltre 340mila persone e quasi 3.000 voli interessati. La sospensione delle operazioni ha così lasciato numerosi viaggiatori senza indicazioni certe sui tempi della ripartenza.
Tra le persone rimaste bloccate a Giacarta c’è anche una famiglia italiana. Adriano Santorelli, 47 anni, chirurgo plastico con studio a Napoli, si trovava in una stanza d’albergo con la moglie e le due figlie mentre all’esterno era presente la cenere del Krakatoa. La famiglia non sapeva quando avrebbe potuto ripartire, in una fase in cui gli aeroporti dell’area della capitale erano ancora chiusi a causa dell’attività del vulcano nello Stretto della Sonda. Il blocco dei collegamenti, determinato dalla necessità di interrompere i voli negli scali coinvolti, ha avuto quindi effetti immediati sia sui passeggeri indonesiani sia su quelli stranieri presenti nel Paese.
Riaprono Giacarta e altri quattro aeroporti indonesiani
Dopo giorni di chiusura, il ministero dei Trasporti indonesiano ha comunicato la riapertura dell’aeroporto principale di Giacarta e di altri quattro scali. Le operazioni sono riprese nella capitale e in aeroporti situati nelle aree vicine a Giacarta e sull’isola di Giava, mentre l’attività dell’Anak Krakatau mostrava segnali di attenuazione. La decisione è arrivata dopo una fase in cui le ceneri vulcaniche avevano imposto la sospensione dei collegamenti in otto aeroporti e generato migliaia di rinvii e cancellazioni. La riapertura segna quindi il ritorno graduale dei voli negli scali interessati dopo tre giorni caratterizzati da forti limitazioni al traffico aereo.
Non sono state segnalate vittime e non è stato disposto alcun ordine di evacuazione. Le autorità hanno però invitato i residenti a mantenersi ad almeno tre chilometri di distanza dal cratere attivo, mentre l’insediamento più vicino si trova a oltre 16 chilometri. L’attenzione resta concentrata sull’attività dell’Anak Krakatau e sulla presenza di cenere, l’elemento che ha determinato la chiusura degli aeroporti e lo stop dei voli. La ripresa delle operazioni negli scali annunciata dal ministero dei Trasporti è avvenuta mentre dal vulcano arrivavano segnali di attenuazione rispetto alla fase eruttiva che aveva provocato i disagi dei giorni precedenti.
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