Torino Mirafiori perde altri 610 operai, Fiom non firma l’accordo
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Redazione Economia
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Lo stabilimento di Mirafiori, che da decenni rappresenta il cuore dell’industria automobilistica torinese, si prepara a un nuovo ridimensionamento. Stellantis, il gruppo nato dalla fusione tra FCA e PSA, ha avviato una procedura di licenziamento collettivo che coinvolgerà 610 dipendenti, offrendo incentivi all’esodo volontario. Un numero che, sommato ai precedenti tagli, supera ormai i 1.600 posti di lavoro persi nell’area torinese negli ultimi due anni.
L’accordo, siglato lunedì 9 giugno con i sindacati Fim Cisl, Uilm Uil, Fismic, Uglm e Associazione quadri, non ha ottenuto l’approvazione della Fiom Cgil. La decisione rientra in una strategia più ampia di razionalizzazione dei costi, mentre il gruppo punta a riconvertire parte della produzione verso modelli elettrici e tecnologicamente avanzati. Tra i 610 lavoratori interessati, 53 provengono dall’ex PCMA di San Benigno Canavese, stabilimento specializzato nella produzione di componenti plastiche per i veicoli Stellantis.
“Ci auguriamo che questo accordo permetta a chi è vicino alla pensione di uscire con un sostegno economico”, ha dichiarato Cristina Tchotcheva, delegata Uilm, lasciando trapelare una cauta speranza in future assunzioni legate a nuove commesse. Ma le parole della Fiom sono nette: “Cambia l’amministratore delegato, non la tendenza”. Un riferimento esplicito ad Antonio Filosa, da poco insediato alla guida del gruppo, il cui arrivo non ha invertito la rotta dei continui ridimensionamenti.




