Hamilton e Leclerc, la convivenza difficile in Ferrari: a Miami emerge la tensione
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Redazione Sport
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Il Gran Premio di Miami ha portato alla luce le crepe in una Ferrari che, oltre a lottare con una vettura lenta e strategie discutibili, deve gestire una coabitazione tra piloti sempre più complicata. Quando Lewis Hamilton, rispondendo con sarcasmo alla richiesta dei box di lasciar passare Carlos Sainz – «volete che faccia passare anche lui?» – ha fatto trapelare tutta la frustrazione di un team in affanno, ha confermato ciò che molti sospettavano: l’equilibrio in scuderia è precario.
Charles Leclerc, da parte sua, non ha esitato a reclamare via radio la restituzione della posizione dopo un sorpasso, evidenziando una mancanza di coordinamento che penalizza entrambi. La SF-25, già lontana dalle prestazioni di McLaren, Red Bull e persino Mercedes, sembra condannare i suoi piloti a una stagione di ripiegamenti, mentre la gestione delle strategie – lenta e spesso inefficace – alimenta le tensioni.
Zander Arcari, analista di Formula 1 con un decennio di esperienza, sottolinea come la situazione sia sintomatica di un problema più ampio: «In altre epoche, dopo un weekend del genere, sarebbero volate teste. Oggi la Ferrari sembra rassegnata a inseguire, e il caos in corsa è l’unica cosa che corre veloce». Con 152 punti di ritardo dalla vetta e una Williams capace di superarli, la situazione è imbarazzante.




