Trump e la Groenlandia, una nuova sfida geopolitica
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Redazione Esteri
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COPENAGHEN – La Groenlandia, un territorio autonomo del Regno di Danimarca, è tornata al centro dell'attenzione internazionale dopo le recenti dichiarazioni del presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha espresso l'intenzione di annettere l'isola. Questo vasto territorio, per più della metà situato nel Circolo polare artico, è abitato da una popolazione di groenlandesi, conosciuti come "Greenlanders" in inglese e "Grønlændere" in danese.
Le affermazioni di Trump, che sembrano riprendere il filo di una strategia già vista durante la sua prima presidenza, hanno suscitato incredulità e sarcasmo in Europa. Tuttavia, come dimostrato in passato, le provocazioni di Trump, spesso liquidate come farneticazioni, si sono rivelate tutt'altro che assurde. Un esempio emblematico è l'accusa alla Germania di dipendenza energetica dalla Russia, che inizialmente derisa, ha poi trovato riscontro nella realtà.
La questione della Groenlandia non è isolata. Trump ha anche rivolto la sua attenzione a Panama, criticando la piccola repubblica per penalizzare il traffico marittimo statunitense a favore della Cina. La CK Hutchison Holdings, una società con sede a Hong Kong, controlla infatti due dei cinque porti adiacenti al Canale di Panama, un punto di transito strategico a livello globale.
Le dichiarazioni di Trump, prive di ironia, hanno sollevato preoccupazioni a livello internazionale. La sua volontà di annettere territori e attaccare economicamente o militarmente stati sovrani, come Panama e Groenlandia, rappresenta una sfida seria e globale.




