Il rogo del Sunset a Palmi, la Procura smentisce l'arresto ma un indagato risulta iscritto nel registro. E i titolari, nonostante tutto, guardano già avanti.
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Redazione Interno
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Sarebbe potuta essere una strage, una di quelle notizie di cronaca nera che lasciano un segno indelebile, e invece, per un soffio, non lo è stata. L’incendio che nella serata dell’8 marzo 2026 ha divorato il Sunset Beach Club, storico lido della Tonnara di Palmi affacciato sulle acque della Costa Viola, ha tenuto con il fiato sospeso un'intera regione per ore, con le fiamme che si levavano alte nel buio e il fumo che disegnava scenari apocalittici. All'interno, in quel momento, c'erano circa duecento persone, tutte intente a cenare o a partecipare agli eventi organizzati per la festa della donna. Il bilancio poteva essere drammatico, ma non lo è stato: l'evacuazione, tempestiva e ordinata grazie alla prontezza del personale, ha permesso a tutti i clienti e ai dipendenti di mettersi in salvo prima che la struttura venisse completamente avvolta dalle lingue di fuoco, lasciando solo cumuli di macerie e strutture annerite là dove, fino a poche ore prima, c’era uno dei locali più frequentati dell'intera provincia. L’onda emotiva, comprensibilmente, è stata fortissima.
Nelle ore immediatamente successive al disastro, la macchina investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Palmi e portata avanti dai Carabinieri della locale Stazione, si è messa in moto con il consueto riserbo. Gli accertamenti tecnici dei Vigili del Fuoco, fondamentali per capire la natura e l’origine del rogo, hanno iniziato a fornire i primi riscontri, mentre gli inquirenti setacciavano i video dei sistemi di sorveglianza e raccoglievano le testimonianze dei presenti. Ed è stato proprio ascoltando i protagonisti di quella sera che è emerso un dettaglio, all'apparenza marginale ma poi rivelatosi centrale: un acceso diverbio, avvenuto nel pomeriggio, tra uno dei soci della struttura e un uomo del posto. Il co-titolare Domenico Lamanna, intervenuto ai microfoni della Rai, ha ricostruito quei concitati momenti, raccontando di un individuo che pretendeva di entrare nonostante il tutto esaurito e che, di fronte al rifiuto, avrebbe reagito in malo modo, pronunciando frasi minacciose come "tu non sai chi sono io", prima di allontanarsi.
Su questo episodio, che inizialmente poteva sembrare una semplice lite da locale affollato, gli investigatori hanno iniziato a lavorare con sordina, incrociando dati e verificando alibi. Fino a quando, nella giornata di giovedì 12 marzo, non è circolata con insistenza la notizia di un arresto. Notizia che, poche ore dopo, è stata smentita in maniera categorica e secca dalla stessa Procura. “Non abbiamo ancora adottato alcun atto istruttorio”, hanno fatto sapere dagli uffici del palazzo di giustizia di Palmi, gettando acqua sul fuoco delle indiscrezioni giornalistiche che davano per fermato il presunto piromane. Tuttavia, se è vero che non c’è stato alcun arresto né alcuna misura cautelare, è altrettanto vero che, come spesso accade in questi casi, un’iscrizione nel registro degli indagati risulta essere stata formalizzata. Un atto dovuto, tecnico, che serve a garantire i diritti della difesa in vista dei prossimi accertamenti irripetibili, ma che conferma come le indagini abbiano ormai un obiettivo preciso. Un uomo, residente nella frazione di Taureana di Palmi e già noto alle forze dell’ordine per i suoi precedenti, sarebbe al centro delle attenzioni della Procura.
Mentre il fronte giudiziario procede con la sua lenta e meticolosa opera di ricostruzione – dovranno essere valutati anche altri piccoli episodi, apparentemente insignificanti, che si sarebbero verificati nei giorni precedenti al rogo – dall’altra parte c’è la vita reale di chi quel locale lo aveva costruito con sacrificio. I tre soci, titolari del Sunset, si sono ritrovati da un giorno all’altro senza nulla, con anni di lavoro e passione ridotti in cenere. Eppure, proprio in questo scenario di desolazione, è accaduto qualcosa di inaspettato e potente. Un’ondata di solidarietà, partita dai cittadini di Palmi e in particolare dai tanti giovani che frequentavano il lido, ha travolto i gestori, trasformando il dolore in una spinta inaspettata. Attraverso i social e una raccolta fondi spontanea – della quale si parla con insistenza, con cifre che avrebbero già superato i 45mila euro – la gente ha voluto far sentire la propria vicinanza. “Il Sunset non era solo un locale, ma una famiglia fatta di persone, lavoro, passione e momenti condivisi”, hanno scritto i proprietari in un messaggio di ringraziamento pubblico, “proprio per questo, con il vostro supporto, troveremo la forza per ripartire”.




