Morta dopo liposuzione, due ore di ritardo nei soccorsi: il medico già indagato a Brescia
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Redazione Interno
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Ana Sergia Alcivar Chenche, 46 anni, è morta domenica scorsa dopo un intervento di liposuzione eseguito in uno studio medico abusivo nel quartiere Primavalle a Roma. Le indagini, ancora in corso, hanno rilevato una serie di anomalie, tra cui un ritardo di due ore nei soccorsi, sollevando dubbi sulla possibilità che la donna potesse essere salvata. A porsi quella domanda è soprattutto Jose Manuel, il compagno di Ana, presente al momento del malore.
Il chirurgo coinvolto, José Lizarraga Picciotti, 65enne di origini peruviane, non è nuovo a procedimenti giudiziari. Già sotto processo a Brescia per lesioni gravissime – con una sentenza attesa per il 26 settembre – è accusato di aver operato una donna in un appartamento di Desenzano del Garda utilizzando, secondo la testimonianza della paziente, una bottiglia di grappa come anestetico. Un dettaglio agghiacciante che riemerge ora, mentre a Roma Picciotti è indagato per omicidio colposo insieme a un’anestesista e un’infermiera.
Quella di Ana non è l’unica vicenda a finire sotto la lente della magistratura. A Brescia, come riporta il Giornale di Brescia, il medico è imputato per un altro intervento di liposuzione, anch’esso eseguito in condizioni discutibili. Sebbene i due casi siano separati, il filo conduttore è la mancanza di strutture adeguate e protocolli sicuri, elementi che hanno portato a esiti tragici.




