Agricoltori in protesta, il M5S Calabria attacca: "Oltre 50 milioni dalla Ue e dalla Regione: quando arriveranno?"
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Redazione Interno
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La protesta degli agricoltori calabresi va avanti dal 28 settembre e non accenna a fermarsi. I portavoce calabresi del Movimento 5 Stelle, Pasquale Tridico, Vittoria Baldino, Anna Laura Orrico, Riccardo Tucci, Elisa Scutellà ed Elisabetta Barbuto, hanno annunciato la presentazione di tre interrogazioni, alla Commissione europea, alla Camera dei deputati e al Consiglio regionale, per fare chiarezza sui tempi e sui destinatari degli aiuti stanziati per il comparto agricolo.
Al centro della questione ci sono oltre 50 milioni di euro tra fondi europei e risorse regionali che, secondo il M5S, rischiano di non arrivare mai alle imprese in difficoltà.
La richiesta di tempi certi sugli aiuti europei
L'Unione europea ha assegnato all'Italia 45,6 milioni di euro di aiuti straordinari per compensare i rincari di fertilizzanti ed energia. Entro il 30 settembre il Governo doveva comunicare a Bruxelles a chi andranno queste risorse, con quali criteri e in che tempi. I portavoce M5S hanno chiesto alla Commissione se l'Italia ha rispettato questa scadenza e quanto arriverà effettivamente alle imprese calabresi.
"Il ministro Lollobrigida, poi, cosa ha comunicato all'Europa? Quanti di quei fondi andranno alla Calabria e quando saranno pagati?", incalzano Tridico, Baldino, Orrico, Tucci, Scutellà e Barbuto, sottolineando che il Governo ha già adottato un decreto per l'attuazione degli aiuti ma gli agricoltori hanno bisogno di sapere quando le risorse saranno concretamente disponibili.
La questione dei 15 milioni regionali
Sul fronte regionale, la Giunta Occhiuto ha approvato un intervento da 15 milioni di euro contro il caro carburanti. Una cifra che il M5S giudica insufficiente davanti alla portata della crisi. Per comprendere la sproporzione, i portavoce calabresi del Movimento hanno citato il caso della Sardegna, dove la Giunta guidata da Alessandra Todde ha stanziato 60 milioni di euro, di cui 25 destinati specificamente a sostenere gli agricoltori contro il caro carburanti e i fertilizzanti.
"Davanti a una crisi di questa portata quindici milioni rischiano di essere una risposta del tutto insufficiente", hanno rimarcato. La richiesta alla Regione è di assumersi le proprie responsabilità e aprire un confronto urgente con le rappresentanze agricole.
Il nodo delle pratiche commerciali sleali
Oltre agli aiuti economici, il M5S punta l'attenzione su una questione strutturale che riguarda il funzionamento stesso della filiera agroalimentare. I portavoce calabresi hanno chiesto che la revisione della direttiva sulle pratiche commerciali sleali vieti in modo esplicito di costringere gli agricoltori a vendere sotto i costi di produzione. Hanno inoltre sollecitato regole più efficaci sull'origine e sui controlli dell'olio d'oliva.
"Chi produce non può essere l'anello più debole di una filiera nella quale tutti guadagnano tranne gli agricoltori", hanno dichiarato, evidenziando come il problema non si risolva soltanto con gli aiuti ma richieda interventi sul caro carburanti, sull'energia e sui fertilizzanti, insieme a controlli più stringenti sulla formazione dei prezzi lungo tutta la catena.
La mobilitazione che non si ferma
La protesta degli agricoltori calabresi è iniziata il 28 settembre con presìdi e blocchi stradali che hanno coinvolto l'intera regione, da Crotone alla Sibaritide, da Pizzo a Rosarno. Circa 3.000 persone hanno partecipato alle manifestazioni, con trattori schierati sugli svincoli autostradali e sulle strade statali. Le richieste dei manifestanti riguardano il caro carburante, l'aumento dei costi di produzione e i prezzi riconosciuti alle aziende agricole, considerati ormai insufficienti a coprire le spese.
A Pizzo, allo svincolo dell'A2, si sono verificati momenti di tensione quando alcuni manifestanti hanno tentato di forzare il dispositivo delle forze dell'ordine, con un agricoltore che si è lasciato cadere sull'asfalto in preda alla disperazione.
Le proteste si estendono in Puglia e nel Foggiano
La mobilitazione non riguarda soltanto la Calabria. In Puglia, e in particolare nel Foggiano e sul Gargano, agricoltori e autotrasportatori protestano da giorni contro il caro carburante e il crollo del prezzo dell'olio extravergine. A Carpino, nel cuore del Gargano, centinaia di trattori hanno attraversato le strade del paese per denunciare che l'olio viene pagato circa 4 euro al litro all'ingrosso, una cifra ritenuta insufficiente a coprire i costi di produzione. Il gasolio agricolo ha superato 1,6 euro al litro, più del doppio rispetto a un paio d'anni fa.
Diversi produttori stanno valutando la possibilità di lasciare le olive sugli alberi, evitando di sostenere ulteriori spese che aggraverebbero le perdite. Nel Foggiano i blocchi stradali hanno causato disagi anche ai distributori di carburante, con lunghe code e stazioni di servizio a secco, mentre in alcuni supermercati si registrano carenze di merci.
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