La Fiorentina piega il Rakow nel finale, ma l’attenzione è già tutta su Cremona
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Redazione Sport
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Si è chiusa con un sorriso di sollievo, per quanto tirato e arrivato solo allo scadere, la prima delle tre gare che in sette giorni disegnano il destino prossimo della Fiorentina. La squadra di Paolo Vanoli, impegnata giovedì sera all’Artemio Franchi contro i polacchi del Rakow Czestochowa per l’andata degli ottavi di Conference League, ha trovato la vittoria per due a uno soltanto al novantatreesimo minuto, grazie a un calcio di rigore trasformato con freddezza da Albert Gudmundsson. Un successo che, al netto della sofferenza, permette ai viola di presentarsi tra una settimana in Polonia con un vantaggio minimo ma pur sempre un vantaggio, in una competizione che nelle ultime due edizioni li ha visti protagonisti fino all’atto conclusivo.
La partita, in realtà, non aveva offerto particolari sussulti per larghi tratti, con la Fiorentina che sembrava gestire il possesso palla senza però riuscire a trovare la necessaria profondità. L’approccio della squadra di Vanoli, chiamato a districarsi tra l’impegno europeo e il pensiero costante per la sfida di lunedì contro la Cremonese, appariva contratto, quasi timoroso. Le scelte iniziali del tecnico, che ha optato per un ampio turnover lasciando inizialmente in panchina elementi chiave come Gudmundsson e Dodo, lasciavano intendere chiaramente dove fosse riposta la priorità in questo momento della stagione. E in effetti, la manovra ne ha risentito: al termine di un primo tempo piuttosto bloccato, l’occasione più nitida era capitata sui piedi di Fazzini, che aveva però sprecato malamente a pochi passi dalla porta.
Nella ripresa, la doccia fredda. Gli ospiti passavano in vantaggio al sessantesimo con Brunes, bravo a infilarsi alle spalle di una difesa viola colpevolmente distratta. La reazione dei gigliati, però, è stata immediata e veemente, a testimonianza di una solidità mentale ritrovata: appena due minuti dopo, Cher Ndour rimetteva le cose a posto con un bolide da fuori area che non lasciava scampo al portiere polacco. Da lì in poi, la Fiorentina ha spinto con maggiore convinzione, sfiorando il vantaggio in più di un'occasione, come nel caso del tiro di Piccoli che si è stampato sulla traversa. Quando la partita sembrava destinata a chiudersi in parità, un cross di Dodo, subentrato nella ripresa, veniva deviato con un braccio in area da Ameyaw, regalando ai padroni di casa la chance dal dischetto, puntualmente trasformata da Gudmundsson.
Al di là del risultato, l’analisi della prestazione proposta da Alberto Polverosi sulle pagine del Corriere dello Sport, pur non riferita specificamente a questo match ma a precedenti uscite europee, fotografa un disagio che aleggia attorno all'ambiente: il giornalista aveva parlato di una squadra modesta, capace di esprimere un calcio povero di ritmo e velocità, sottolineando come, nonostante tutto, forse la Fiorentina attuale non possa esprimersi molto di più. Una lettura che, al netto della vittoria di misura, trova riscontro in una prestazione comunque non esaltante dal punto di vista del gioco.
La vittoria contro il Rakow, però, ha il pregio di portare entusiasmo in vista dell'appuntamento più atteso. Vanoli, al termine della gara, ha confermato di aver già spostato il focus sullo scontro diretto di lunedì sera allo Zini contro la Cremonese, un vero e proprio spareggio per allontanare la zona calda della classifica. I grigiorossi, reduci da quattordici partite senza successo e precipitati al terzultimo posto dopo la sconfitta diretta con il Lecce, rappresentano un avversario dal peso specifico enorme, e il tecnico viola ha voluto tenere alta la concentrazione portando l'intera squadra in ritiro al Viola Park già nella serata di giovedì. Il turno infrasettimanale di campionato, dunque, ruba la scena alla coppa, con la Fiorentina chiamata a trasformare il successo in extremis del Franchi in una scia positiva che duri almeno fino a lunedì sera.
Una formazione rimaneggiata e la necessità di centellinare le forze
La gestione delle energie psicofisiche rappresenta, in queste ore, l'aspetto più delicato della strategia di Vanoli. L'undici iniziale schierato contro il Rakow, con Christensen tra i pali e un attacco affidato a Piccoli supportato da Fazzini e Parisi, lasciava trasparire la volontà di preservare alcuni uomini in vista della trasferta di Cremona. L'ingresso dalla panchina di giocatori come Gudmundsson e Dodo, poi rivelatosi decisivo, è stato calibrato al minuto, proprio per non sprecare energie preziose ma al contempo cercare di indirizzare il discorso qualificazione. Una sconfitta, in questo senso, avrebbe potuto minare ulteriormente un morale già fragile, complice la posizione in classifica in campionato, e per questo la rimonta finale assume un valore che va oltre il semplice risultato tecnico.
Il peso della classifica e l'ombra dello spareggio salvezza
La realtà della Serie A, però, incombe minacciosa. La Fiorentina si trova diciassettesima in classifica, con un misero punto di vantaggio proprio sulla Cremonese, terzultima. Lunedì sera, allo stadio Giovanni Zini, le due squadre daranno vita a uno scontro diretto che ha i connotati di un vero e proprio bivio per il prosieguo della stagione. Per i viola, una sconfitta significherebbe essere risucchiati nella zona retrocessione, vanificando gran parte del lavoro svolto. Per i grigiorossi di Davide Nicola, che vivono sulla propria pelle la lunga astinenza di vittorie, si tratta dell'ultima chiamata per aggrapparsi alla salvezza diretta, con la società che ha già sondato possibili alternative in panchina in caso di un ulteriore passo falso. Il successo di misura in coppa, dunque, assume le sembianze di una boccata d'ossigeno prima di una potenziale apnea.
Il ritorno in Polonia e la gestione del piccolo vantaggio
Il discorso qualificazione in Conference League, per quanto importante, sembra passare in secondo piano almeno fino a martedì, quando si tornerà a pensare alla trasferta polacca. Il due a uno dell'andata è un risultato favorevole ma estremamente delicato: un gol subito in casa polacca, in una gara che si preannuncia combattuta, potrebbe rimettere tutto in discussione. Vanoli, che ha dichiarato di firmare per una salvezza all'ultimo respiro e una finale di coppa, sa bene che l'Europa può rappresentare una valvola di sfogo e un obiettivo prestigioso, ma è il campionato la vera emergenza. La squadra, che ha mostrato una reazione rabbiosa dopo lo svantaggio, dovrà dimostrare di aver imparato a gestire i momenti cruciali delle partite, alternando la necessaria freschezza atletica alla concentrazione mentale. La settimana che porta al ritorno con il Rakow, però, passerà tutta attraverso le gambe e la testa dei giocatori durante i novanta minuti di Cremona.




