Blitz dei carabinieri nella bassa Valtrompia: otto misure cautelari per la baby gang "069"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sono anni che la loro attività criminosa, caratterizzata da una violenza spesso gratuita e intimidatoria, seminava timore tra i giovanissimi della zona a nord di Brescia, specialmente nei comuni di Concesio, Villa Carcina e Sarezzo. La banda, che si faceva chiamare “069” e i cui membri, tutti minorenni al tempo dei fatti, sono oggi tra i 17 e i 19 anni, ha visto il proprio percorso interrotto da un'operazione dei carabinieri, autorizzata dal gip del tribunale per i minorenni, che ha portato all'esecuzione di otto misure cautelari.

Una lunga scia di aggressioni e soprusi le indagini, i cui esiti sono confluiti in un'ordinanza di quasi quaranta pagine, ricostruiscono una lunga serie di episodi accaduti tra il 2022 e la primavera del 2025. Le vittime, scelte spesso tra i coetanei più vulnerabili, venivano braccate e isolate nei luoghi di ritrovo più comuni: alle fermate degli autobus, all'uscita delle scuole, nei giardini pubblici e talvolta perfino all'interno di locali. I metodi erano sistematici e brutali, con aggressioni fisiche e rapine finalizzate non solo al furto di oggetti, ma anche e soprattutto a dimostrare un potere schiacciante attraverso l'umiliazione.

La gravità degli episodi contestati agli otto giovani, alcuni dei quali italiani e altri stranieri, vengono contestati, a vario Titolo, reati che spaziano dalla rapina e dall'estorsione al porto illegittimo di armi. Particolarmente gravi, e più volte sottolineati nelle accuse, sono gli episodi che hanno visto coinvolte persone con disabilità, colpite in quello che appare come un disprezzo totale per la condizione di fragilità. La violenza, come evidenziato dagli inquirenti, sembrava configurarsi talvolta come fine a se stessa, uno strumento per imporre il controllo sul territorio e instillare paura in un'intera fascia d'età.

Le misure disposte dal giudice il provvedimento emanato dall'autorità giudiziaria ha differenziato le misure in base alle posizioni individuali. Tre dei giovani sono stati collocati in comunità di accoglienza, mentre per gli altri cinque è stato disposto l'obbligo di permanenza nel domicilio familiare. L'operazione, definita dal senatore Stefano Borghesi della Lega come lo “sgominamento” di una “baby-gang di maranza”, ha portato alla luce un fenomeno di microcriminalità giovanile organizzata che, pur agendo in un'area circoscritta, ha prodotto un impatto sociale significativo, costringendo molti ragazzi a vivere con l'incubo di essere presi di mira.

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