Meloni e la Flotilla per Gaza: condanna e invio di una fregata
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Redazione Interno
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Da New York, dove partecipa all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha affrontato la questione della Global Sumud Flotilla. La missione di attivisti diretta a Gaza ha incontrato ostacoli durante la navigazione, generando una risposta articolata dal governo italiano.
Una posizione duplice: condanna e protezione
Meloni ha definito l’intero progetto «gratuito, pericoloso e irresponsabile». Ha sottolineato come non vi sia necessità di rischiare l’incolumità personale in un teatro di guerra, evidenziando che gli aiuti umanitari potrebbero essere veicolati attraverso canali diplomatici e istituzionali. Nonostante questa ferma condanna, ha annunciato l’invio di una nave da guerra italiana «in soccorso» delle imbarcazioni. Questo gesto di tutela inaspettato appare come una misura per dissuadere ulteriori iniziative analoghe e gestire una crisi potenziale.
La tensione internazionale e l'incidente in mare
La tensione attorno alla Flotilla è diventata palpabile nella notte tra martedì 23 e mercoledì 24 settembre. Alcune barche dell’organizzazione sono state oggetto di un’azione ostile con ordigni non meglio identificati. Contemporaneamente, un drone della Guardia Costiera Greca, registrato con il codice UC-02, sorvolava la zona a un chilometro di altezza. I dati di tracciamento pubblici sul servizio Flightradar24 mostrano chiaramente il drone compiere una traiettoria di ricognizione sopra un punto al largo di Creta, coincidente con la rotta della Flotilla.
Le proteste in Italia
Le reazioni in Italia non si sono fatte attendere, alimentando il clima di mobilitazione che aveva già portato in piazza migliaia di persone durante lo sciopero generale di lunedì. A Genova, un migliaio di manifestanti si è radunato davanti al palazzo della Prefettura. L’iniziativa, parte di una protesta nazionale, si è svolta in maniera compatta, con i partecipanti che hanno esposto bandiere palestinesi a sostegno della causa per cui la Flotilla è partita.
Il monito del governo ai parlamentari
Il richiamo alla responsabilità è il cardine della posizione governativa. Meloni lo ha esteso in particolare ai parlamentari italiani che potrebbero sostenere l’operazione. La strategia alterna la garanzia di un intervento di protezione a un netto giudizio di condanna verso chi, secondo l’esecutivo, «crea problemi» in uno scenario già delicato. La domanda retorica rivolta all’opposizione, «Dicano se dobbiamo dichiarare guerra a Israele», suona come un monito per circoscrivere le conseguenze politiche di un’iniziativa ritenuta avventata.




