La fregata italiana Martinengo in rotta verso Cipro, ma Meloni ribadisce: "Non siamo parte del conflitto"
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Redazione Esteri
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La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha rotto il silenzio con un video pubblicato sui suoi canali social per fare chiarezza sulla posizione dell'Italia riguardo alla crisi in Medio Oriente, un intervento arrivato a poche ore di distanza dall'informativa parlamentare dei ministri Guido Crosetto e Antonio Tajani e in attesa del suo intervento alla Camera, previsto per mercoledì 11 marzo. Nel suo ragionamento, volto a delineare i contorni dell'intervento italiano, ha confermato una decisione ormai operativa: il dispiegamento di una fregata della Marina Militare nelle acque antistanti Cipro. Si tratta, per la precisione, della ITS Federico Martinengo, unità della classe FREMM partita dal porto di Taranto e destinata a raggiungere l'isola nel giro di pochissimi giorni, con un equipaggio di oltre 160 militari a bordo. Una scelta, quella dell'invio della nave, che Meloni ha motivato con la necessità di garantire "la sicurezza dei confini dell'Unione europea", definendola "un atto che è di solidarietà europea, ma soprattutto di prevenzione".
La Martinengo, entrata in servizio nel 2018 e reduce da missioni complesse come la Eunavfor Aspides nel Mar Rosso, va ad aggiungersi a un dispositivo navale europeo di tutto rispetto che si sta assemblando intorno a Cipro, un'isola che negli ultimi giorni è tornata a essere un epicentro nevralgico delle tensioni mediorientali. Già operative nelle sue acque si trovano due fregate greche, la Hn Psara e la Hn Kimon, insieme alla fregata francese Fs Languedoc, cui presto si uniranno la spagnola Esps Colon e, elemento di spicco dell'intera operazione, la portaerei d'attacco francese Charles De Gaulle. Uno schieramento imponente, questo, che segue di poche ore l'attacco con un drone, verosimilmente lanciato da Hezbollah, contro la base britannica di Akrotiri, una delle due installazioni militari che il Regno Unito mantiene sull'isola, eredità di un passato coloniale. Le antenne dell'intelligence anglo-americana, situate sui monti Troodos e capaci di spiare fino al cuore del Medio Oriente, rappresentano da sempre un obiettivo sensibile, e l'episodio ha fatto scattare l'allarme in tutte le capitali europee.
Ma al di là del dispiegamento militare, ciò che Meloni ha tenuto a sottolineare con forza nel suo intervento è la cornice politica e strategica entro cui si muove l'Italia. Una cornice, ha spiegato la presidente, i cui confini sono ben delimitati e non valicano la linea della partecipazione attiva alle ostilità. "La nostra linea è molto chiara", ha scandito nel video: "L'Italia non è parte del conflitto e non intende diventare parte del conflitto". Un messaggio diretto tanto all'opinione pubblica interna quanto agli alleati internazionali, volto a ribadire che l'invio della fregata non rappresenta un cambio di passo verso un coinvolgimento bellico diretto. L'obiettivo, semmai, è quello di contribuire a un'azione di deterrenza e di difesa dello spazio europeo, lavorando in parallelo su quel versante diplomatico che Meloni stessa ha detto di aver già attivato con Francia, Germania e Regno Unito per "ridurre le tensioni e verificare se vi sia ancora una possibilità di riprendere i negoziati". La Martinengo, insomma, è lì per proteggere un pezzo d'Europa che si affaccia su uno scenario incandescente, non per allargare il perimetro del conflitto.




