A Gaza bambini stremati dalla fame, l’Oms chiede clemenza mentre continuano i raid

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre le sirene di allarme risuonano ancora a Gerusalemme per un attacco missilistico attribuito agli Houthi, l’Organizzazione mondiale della sanità esorta Israele a mostrare “clemenza” nella Striscia di Gaza, dove la crisi umanitaria raggiunge livelli insostenibili. I più vulnerabili, i bambini, pagano il prezzo più alto, stremati dalla fame e dalla mancanza di cure mediche adeguate. Le immagini che arrivano dagli ospedali, come il Nasser di Khan Younis, mostrano scene di dolore straziante: intere famiglie annientate dai bombardamenti, mentre i superstiti, in stato di shock, raccontano di aver perso tutto in pochi istanti.

La notte tra il 22 e il 23 maggio ha portato nuovi lutti, con almeno 16 vittime in un attacco su una tendopoli nel sud di Gaza. “Dormivamo quando abbiamo sentito il rumore delle esplosioni”, racconta Samira Abu Teir, che ha perso il marito, il figlio e altri parenti. Le operazioni militari israeliane, giustificate come risposta alle minacce terroristiche, continuano a mietere vittime tra i civili, compresi sei agenti di sicurezza colpiti mentre cercavano di proteggere gli aiuti umanitari dai saccheggi.

Intanto, il mondo dello spettacolo alza la voce contro quello che definisce un “genocidio”. Oltre 900 personalità, tra cui Julian Assange, Richard Gere, Pedro Almodóvar e Catherine Deneuve, hanno firmato una petizione per denunciare la situazione a Gaza e l’inerzia dell’industria cinematografica. La lettera aperta, che accusa la comunità internazionale di silenzio, è solo l’ultimo segnale di una protesta che cresce, mentre le istituzioni politiche dibattono sul riconoscimento dello Stato di Palestina, una mossa che Israele condanna con fermezza.

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