Samurai Jay conquista la vetta della classifica Fimi con “Ossessione” e strappa il primato post-sanremo
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Redazione Cultura e Spettacolo
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A una settimana esatta dalla proclamazione del vincitore, il verdetto del pubblico digitale riscrive la gerarchia del Festival di Sanremo. Sul palco dell’Ariston, durante la serata finale della 76esima edizione, la giuria e il televoto avevano incoronato Sal Da Vinci con il suo “Per sempre sì”, ma la classifica settimanale Top of The Music FIMI/NIQ – che fotografa consumi, vendite e streaming – racconta una storia profondamente diversa, imponendo all’attenzione generale un nuovo protagonista. A spuntarla, questa volta, è Samurai Jay, il cantautore di Mugnano di Napoli che con “Ossessione” non solo ha partecipato per la prima volta alla kermesse ligure, piazzandosi inizialmente in una posizione di media classifica, ma ha letteralmente monopolizzato le piattaforme digitali nei giorni successivi all’evento.
Il dominio del brano, che il giovane artista aveva presentato con la consapevolezza di chi punta tutto sulla capacità di penetrazione del ritornello e su un testo graffiante, appare in tutta la sua evidenza scorrendo i dati aggregati: “Ossessione” schiaccia al secondo posto proprio il vincitore della kermesse, Sal Da Vinci, mentre sul terzo gradino del podio si insedia un altro napoletano, Sayf, con “Tu mi piaci tanto”. La top ten, del resto, è una fotografia eloquente del momento, con Ditonellapiaga, Fedez in coppia con Marco Masini e Fulminacci a completare una graduatoria che vede la presenza massiccia dei brani in gara, i quali occupano ben ventinove delle prime trenta posizioni della classifica generale dei singoli. Un dato, quest’ultimo, che certifica come il traino del Festival, nonostante le polemiche seguite alla proclamazione, rimanga un motore inesauribile per l’industria discografica, capace di creare un solco profondo tra la musica uscita dalla manifestazione e tutto il resto del panorama musicale.
La scalata di Samurai Jay, in realtà, era già iniziata nei giorni immediatamente successivi all’esibizione all’Ariston, quando i dati delle singole piattaforme di streaming avevano cominciato a mostrare una tendenza in controtendenza rispetto all’esito del televoto. Se durante le prime serate il duetto tra Masini e Fedez sembrava tenere banco, col passare delle ore è stata la traccia del classe ’97 a prendere il sopravvento, superando quota 7,6 milioni di stream complessivi su Spotify e accumulando un vantaggio incolmabile rispetto agli inseguitori. La classifica FIMI, che arriva a certificare questi numeri ufficialmente a distanza di sette giorni, non fa quindi che rendere definitivo un sorpasso che il pubblico delle piattaforme on demand aveva già decretato nei fatti, dimostrando ancora una volta come il meccanismo di voto della manifestazione e i reali gusti di chi ascolta musica in modo reiterato seguano spesso strade divergenti.
Parallelamente al trionfo nei singoli, la graduatoria degli album evidenzia un aspetto altrettanto interessante, ovvero la difficoltà dei Big di Sanremo di tradurre la visibilità in vendite di lungo periodo per i loro progetti discografici. La compilation ufficiale del Festival, tradizionale cavallo di battaglia delle vendite primaverili, si ferma quest’anno alla sesta posizione, scavalcata da lavori di tutt’altro genere come il nuovo disco di Kid Yugi o quello di Geolier, che confermano la presa della scena rap e urban sul pubblico abituale dei negozi di dischi. Tra i cantanti scesi in gara all’Ariston, solo Ermal Meta con “Funzioni vitali” e Tredici Pietro riescono a entrare nella top ten della classifica album, lasciando intendere che la magia del Festival, per quanto potente, non sempre si trasforma in acquisto del disco fisico, ma sempre più spesso si esaurisce nel consumo immediato e frammentato dello streaming.




